venerdì 29 maggio 2009

Krishna



Quella nella foto è la Karela (l’amara karela citata nel libro della jungla), una cucurbitacea dal sapore amaro.
Da due mesi abbiamo il sospetto che Krishna rubi cibo. Ma non siamo mai riusciti a beccarlo. Oggi abbiamo (ancora) tentato di scoprire se è vero e salta fuori che Tashi per pigrizia non ha aggiornato l’inventario. Però Krishna di sicuro ha manomesso i barattoli grandi delle olive (10 euro per barattolo, tasse e spedizione incluse...). Ma di sicuro ha rubato molto di più... con Tashi che preferiva chiacchierare e fare gli inventari con lui invece che fare il suo dovere. E che cavolo, ma se dobbiamo fare noi: i cuochi, i camerieri, i baristi, i contabili ecc. cosa paghiamo loro per fare?
Da oggi Krishna non ha più le chiavi del magazzino, ma purtroppo è ancora il guardiano, e non è così facile sostituirlo... l’ultimo che abbiamo preso da un’agenzia ha aspettato due giorni, giusto il tempo di svitare le viti dell’inferriata di una finestra, ci ha derubati ed è scomparso.
Cos’ da domani parte un sistema di controllo incrociato che renderà la vita più difficile a tutti, ma che dovrebbe mettere un freno ai furti.
E pensare che Krishna è un altro disgraziato che abbiamo preso dalla strada. Adesso aveva vitto, alloggio e ottimo stipendio. Certa gente è povera perchè vuole esserlo.


Bello questo mandir, non è vero?

giovedì 28 maggio 2009

Skype... ma in Nepal

Mi scuso con tutti voi in anticipo... o come con Dede ed Enrico in ritardo. Portate pazienza, certe volte mentre parlate con me via skype può saltare la connessione. A volte torna in pista subito, a volte dopo pochi minuti... a volte dopo qualche giorno!
Abbiate pazienza!
Niki

martedì 26 maggio 2009

Una giornata qualsiasi

In questi giorni Dario ed io abbiamo lavorato come matti. Sia per promuovere il Mammamia, sia per altri progetti. Arrivavamo a sera così stravolti da dormire male la notte.
Poi ieri arrivo al mammamia seguo dei clienti, vado in cucina, insomma le solite cose e mi viene a parlare Neena. Lei e Anil lasciano il lavoro tra una settimana. La mamma sta male e li vuole con lei al villaggio per prendere in mano il ristorantino di famiglia.
E’ stato un tale colpo basso che ho vomitato il pranzo. La mia Neena, che ho sempre coccolato come una figlia, che pensavo avrei seguito sempre per aiutarla a migliorare sempre di più. Che ogni minima cosa veniva a dirmela perché ero la sua seconda mamma.
Lei è un cuoco addestrato perfettamente, perfino per la dolciaria. L’ho seguita personalmente perché all’inizio era un disastro (e tale tornerà in 6 mesi di lavoro al villaggio), le voglio un sacco di bene... questo è il Nepal.
Tu ci metti il cuore e loro te lo spezzano. In questo caso, come nel caso di Minod la causa è la famiglia.
Pensate che le famiglie italiane siano un po’invadenti? Bene, venite in India e Nepal e cambierete idea. Qui la famiglia può tutto. I figli sono pieno possesso dei genitori. L’individuo viene sempre sacrificato al clan.


Sacrificio di sangue appena avvenuto davanti ad un mandir.

Mi ricordo che anni fa ho letto un romanzo di un autore indiano. Raccontava la storia di un medico indiano che viveva e lavorava in Inghilterra. Non voleva saperne di tornare in India nemmeno per le vacanze perché con voleva ritrovarsi sotto il tallone di ferro di mamma, nonna ecc. Mi era sembrato esagerato e ho pensato che descrivesse una situazione anomala. Mi sembrava che la famiglia in questi paesi fosse qualche cosa di fantastico. Poi, vivendoci, la sto vedendo in maniera molto simile a quella del medico anglo-indiano.
Minod, Neena vedono i loro sogni infranti da questi genitori egoisti che pensano a loro, magari con affetto, ma prima di tutto come proprietà. Ed è normale. Nessuno pensa di ribellarsi. Minod era arrivato come cleener (uomo delle pulizie), poi era passato a lavapiatti e da una settimana aveva raggiunto il sogno della sua vita: stava avendo il training da cuoco! Arrivava al lavoro con il sorriso stampato sulla faccia era felice come un bambino. Ma la mamma lo ha richiamato al villaggio. Il giorno prima di partire è venuto a salutarmi. Se aveste visto la faccia! Ma per lui era impensabile una ribellione. Come per Neena e Anil che ieri piangevano come fontane.

E, by the way, adesso mi ritrovo senza camerieri....

Per fortuna che nel mezzo della tragedia è arrivato un pacchetino da Venezia. La meravigliosa Sony mi ha spedito un mucchio di film in CD. Brancaleone, la ragazza con la pistola, il vizietto, in nome del Papa re, nell’anno del Signore, Harry Potter, vacanze romane..... Appena arrivata a casa, con un magone così, ho fatto la doccia e mi sono fiondata a letto con Dario. Ci siamo sparati subito la ragazza con la pistola e Brancaleone. Così non abbiamo più pensato a niente. Oggi è il day off e penso proprio che lo passerò con i gatti e il computer, a letto, a guardare film. Per dimenticarmi di tutto, almeno per qualche ora!

giovedì 21 maggio 2009

Skype!



Il mio Tesorone mi ha creato la connessione Skype! Nome: niki tesoroni (o nikitesoroni, non so bene). Connettetevi che possiamo finalmente chiacchierare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mercoledì 20 maggio 2009

Risveglio

La luce filtra dalle tende. In lontananza sento un coro che grida qualche cosa di scandito. L’accademia di polizia o un ennesimo banda? La rivoluzione no perché non ci sono spari. Poi mi rendo conto che sono appena le sette. Mai visto che in Nepal comincino le proteste prima delle 10,30. Per quanto furenti siano devono fare colazione, due chiacchiere, magari la puja... Un aereo sta passando su di noi, aspetto che si allontani e poi aguzzo l’udito. Tra il cuculo che canta nel nostro giardino e un gallo che fa chicchirichì in lontananza mi arriva il rumore del traffico di Maharajganj. Anzi, per essere precisi, il rumore dei clackson, visto che nepalesi ed indiani sono convinti che se non usi il clackson la macchina non va.
Ok, tutto normale, è l’accademia di polizia.
Oggi mi è scesa la febbre, mi alzo e vado a farmi un caffè!

domenica 17 maggio 2009

Giochi di società

Kathmandu è una capitale. Quindi sede di ambasciate e consolati. Inoltre essendo il Nepal un paese la cui economia si regge in gran parte grazie agli aiuti internazionali è sede di una miriade di agenzie ONU, NGO ecc.
Molte donne lavorano in questi uffici anche in posizioni importanti, ad esempio l’ambasciata americana ha un’ambasciatrice, ma molte sono solo le mogli di qualche diplomatico o funzionario.



Le più fortunate sono le mogli dei diplomatici delle ambasciate: girano in enormi fuoristrada con autista, hanno case antisismiche, dotate di enormi generatori, gestite da personale perfettamente addestrato procurato dall’ambasciata. Non devono preoccuparsi di niente. Il gasolio per il generatore? Ci pensa l’ambasciata. Manca l’acqua? Ci pensa l’ambasciata... e così via. Essendo il Nepal considerato postazione disagiata hanno anche un sacco di vacanze. Dal 20 dicembre a fine gennaio, poi altro stacchetto in primavera, poi un mesetto nella rainy season.
Insomma è una vita privilegiata.



Però a volte può essere un poco noiosa così si creano delle situazioni per socializzare. La principale è l’American Club. In centro Kathmandu. Un giardino bellissimo, cintato da un muro molto alto, con una security pari a quella delle ambasciate. All’interno c’è un ristorante (mi dicono molto mediocre), palestra, piscina, campi da tennis e da softball. Gli expats ci vanno per praticare sport e per trovarsi. Dario ed io non siamo iscritti perché non pratichiamo sport e con le mie 3/4 ore di autonomia l’American Club non ci sta proprio.
E poi ci si inventano occasioni. Adesso c’è un’americana, Arlene, che sta cercando di organizzare dei meeting per giocare a Bunko. E’ un gioco scemotto ma buffo, dove non si deve pensare (fondamentale per me), si fa un sacco di chiasso ed è ottimo per socializzare.

Perfetto per far vedere in giro la mia faccia e quindi ricordare alla gente che esiste il mio ristorante.... vado a cena al ristorante di una mia amica... cambia completamente la storia qui a Kathmandu.
Per me è faticoso perché la riunione dura dalle 4 ore e mezza alle cinque ore. Cioè ben oltre la mia autonomia. Ieri l’ultima ora facevo fatica a stare attenta e mi si è appannata la vista. Ma per fortuna non se ne è accorto nessuno.



Arlene è una donna molto gentile e simpatica. Molto americana, decisamente americana. E così buffa e allegra, ma anche lei sta cominciando a capire che qui a Kathmandu le cose sono diverse. Mi ha confidato che in tutte le capitali in cui ha abitato è riuscita ad organizzare una base solida di giocatrici Bunko, ma qui sta facendo fatica ed è preoccupata di non riuscirci. La gente si sente stanca, demotivata, depressa, ha paura... anche ieri abbiamo avuto problemi. Sulla strada che porta alla residenza in cui eravamo ospiti c’è stata una manifestazione di un certo partito. Due signore sono state bloccate all’inizio della strada ma una poveretta ci si è trovata in mezzo. Era in motorino (elettrico) e non le hanno permesso di muoversi. Quando finalmente siamo riuscite a rintracciarla una sua amica le ha mandato l’autista e il giardiniere. Uno perché restasse là a tenere il motorino, che i simpatici manifestanti non permettevano che venisse mosso, nemmeno a mano, nemmeno vedendo che la signora stava male, e l’altro per accompagnarla da noi. Quando è arrivata era in stato di shock. Piangeva, tremava era terrorizzata.
Sono cose che alla lunga stancano.



Le immagini vi fanno vedere la strada secondaria che ho fatto per arrivare alla residenza dell'ambasciatore canadese, per il Bunko; é ancora in parte una stradina sterrata di campagna, ma i campicelli di riso stanno rapidamente scomparendo sotto migliaia di metri cubi di cemento. E l'acqua non basta, l'elettricità nemmeno, lo smaltimanto rifiuti, non vi dico... E scompare una Katmandu che io amavo tantissimo, che nascondeva inaspettati angoli di campagna nel cuore di una capitale!
L'ultima ovviamente è una foto delle signore del Bunko.

sabato 16 maggio 2009

Quando...

Qualdo la mamma . la sorella e la nipotina di Kog sono venute ero a letto con la mia solita febbre. Ma volete mettere? Febbre contro donne toste da sostenere? Mi sono alzata e ho fatto le foto! E ne sono davvero contenta.
Approposito, domani meeting con una mia amica nepalese e... nelle prossime settimane... novità!

giovedì 14 maggio 2009

Kog's family



Il nostro Kog è un ragazzo onesto: mai mancato uno spillo con lui. Solo leggermente infantile e farfallone. Anche se, come ricorderete da un post che ho cancellato anche per proteggere lui, ha avuto esperienze drammatiche. Ma è rimasto un cuorcontento.
Pulisce benissimo, però dove passa lui non si trova più niente, nel senso che uno deve cercare per delle mezzorette, che so, una pentola o gli occhiali o la rubrica telefonica....
Ha una sorella molto solida e intelligente. La famiglia l'aveva fatta sposare con un violento e ubriacone. Ma quando lui ha cominciato a picchiare anche la bambina, la sorella di Kog (coraggiosissima se considerate come è malvista una donna sola nella società indù) l'ha messo alla porta, se ne è andata a Katmandu, ha trovato lavoro in una falegnameria e mantiene se stessa e la sua bambina. A me piace tantissimo, darei non so cosa per poterle offrire un lavoro con noi, ben retribuito. Ma, oltre al fatto che per ora noi siamo mal messi, non dice una parola di inglese! Cacchio!
Un giorno Kog ha espresso il desiderio di presentarci tutta la famiglia, mamma, sorella e nipotina. Eccoli qui a casa nostra. Erano emozionate e felici anche perché gli ho offerto dei dolci e dato a Kog i soldi per il chai (te).

P.S. adesso io sono un poco diversa dalle foto, perché ieri mi sono tinta i capelli! Motivi di lavoro. Pare che qui sia considerato socialmente inaccettabile avere i capelli grigi. Valli a capire, quelli che "la spiritualità dell'Asia" loro non badano all'apparenza come noi occidentali.

lunedì 11 maggio 2009

Ho fatto pasticci

Con la moderazione dei commenti... non me li hanno mandati sulla mailbox per moderarli e non riesco a capire come recuperarli!
La dislessica del computer! E' mezz'ora che traffico ma sti 27 commenti non riesco a scoprire cosa cavolo ne ha fatto blogger!

Tolta la moderazione, Scrivete!!!!!!!!!!!!

Novità (anche positive)

Arrivo al risto: Madam, non c'è l'acqua, abbiamo rimandato due clienti, Anil e Neena non sono venuti, Small Krishna è stato rintracciato e ha detto che resta al villaggio (= si licenzia per motivi di famiglia, ma se non lo trovavamo non ci diceva niente perché ci vuole bene e non riusciva a dircelo) e Ragesh forse si licenzia. Oh mio dio, già mi fa soffrire che va via small Krishna, ma sapevo dei gravissimi problemi di salute della mamma, ma il mio Ragesh!
Vado a litigare con il landlord (= padrone di casa, nel nostro caso bastardo) per via dell'acqua. Torno e c'è Ragesh con ALMENO 40 di febbre che è venuto a dirmi che è malato (!) e che il dottore gli ha detto che deve ripossare fino a sabato. Ma siamo matti? Venire con la febbre? Poteva telefonare!!!!!!! OK Ragesh, però se torni PRIMA di mercoledì litighiamo,! Ma no signora torno sabato, NO! Non prima di mercoledì così ti ripredi, trust me Ragesh!!
Insomma ho vinto io, torna (se sta bene, se non sta bene MI CHIAMA e mi dice che sta via ancora un poco!!!!!!!!!!

Però poi ha cominciato a pivere seriamente!E' arrivato il premonsone, proprio quando il problema acqua per noi stava diventendo pesante. La gioia di vedere tutto fradicio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La number one della World Bank per il Nepal oggi è venuta da noi (grazie ai gossip dei party) ha trovato il cibo eccellente e abbiamo parlato di catering.
Una meravigliosa, intelligente e tosta amica nepalese ha deciso di supportarci (ovviamente lei avrà, come giusto, un ritorno economico).
Insomma, stravolta, con la febbre el a prospettiva che domani (il day off) dovrò andare in giro per lavoro, nonostante la stanchezza alle stella..... alle 19.51 di sera posso dire: è stata una buona giornata.... nonostante tutto!!!!!!!! ;-)

domenica 10 maggio 2009

Party, party, party!



A volte sembra che il mondo ti voglia picchiare a sangue, poi, improvvisamente, come un bambino capriccioso ti fa una carezza.
Ieri ero cotta, durante la notte avevo avuto uno dei miei attacchi di dolori intercostali da panico (un altro l'ho avuto stanotte) così non avevo assolutamente voglia di andare al party dell'Unione. Invece, si sa, il lavoro, ci siamo andati. E ci siamo divertiti un sacco! Rivisto persone che non vedevamo da tempo, conosciute di nuove, distribuito tessere di sconto del Mammamia (ottima occasione di marketing).
E oggi altro party a mezzogiorno (distribuzione tessere di sconto) e stasera altro party (ONU) e distribuzione tessere di sconto.
Insomma, tornata la Lupita ci faremo travolgere da eventi mondani per pubblicizzare il Mammamia. E ne creeremo anche.

Così si tengono lontano gli spettri del "cosa sta per succedere" con il movimento e la successiva stanchezza. Meglio avere i collassi per la stanchezza che per la tensione e l'infelicità e la paura!

venerdì 8 maggio 2009

Giornata nera

Stamattina sono stata pesantemente minacciata. Da un tizio che aveva parcheggiato davanti al nostro cancello. E intendo veramente pesantemente.
Mi è venuto un collasso, già la mia salute non è il massimo ma queste cose mi ammazzano. Sono andata a lavorare, torno e il solito anomino italiano ha lasciato un messaggio pro maoisti. Anzi, due.
Bene, ho riattivato la moderazione dei messaggi, se alla gente non piace il MIO blog, si faccia il suo.
Però stamattina mi sono spaventata davvero: una volta i nepalesi non avrebbero mai aggrdito un occidentale (50 anni che li manteniamo). Quindi cancellerò gli ultimi post. Vigliacca? Avreste dovuto sentire il ragazzo di stamattina e mi sto seriamente chiedendo se continuare il blog visto che occhi malevoli mi guardano.

lunedì 4 maggio 2009

Un mistero della jungla nera finalmente risolto!

Un sacco di volte quando chiediamo ad uno dei nostri, o ad un nepalese qualsiasi di tradurre una domanda semplicissima, tipo “il pollo da che fornitore l’avete comperato?”, oppure “ è venuto il tizio tal dei tali?” domanda e risposta richiedono diversi minuti di discussione. Uno si aspetterebbe che la risposta comprenda una storia intricata tipo promessi sposi e invece Tashi o Karana o chi per loro, risponde telegraficamente: si è venuto, il pollo l’abbiamo comperato da caio...
E noi, non parlando nepali rimanevamo con il dubbio, ma cosa si dicono? Abbiamo tentato di farci spiegare, ma in questa parte di Asia sono tetragoni ad uscire dai loro binari, a cercare di capire e farti capire: troppa fatica. Tashi, cosa gli hai detto? Madam gli ho chiesto se tizio è venuto. Ma come mai ci hai messo tanto? E ride.
Insomma i misteri della jungla nera rimanevano tali.
Finché qualche giorno fa un nostro amico, che vive e lavora in Nepal da più di 25 anni, che ama (pur arrivando anche lui a punte di esasperazione belle forti) questo paese, che è sposato con una nepalese ed è contento del suo matrimonio ha svelato l’arcano.


Emilio Salgari

Tutti i nepalesi sempre a menarcela che dobbiamo imparare il nepali e lui, in totale controtendenza ci fa, non ne vale proprio la pena. Io con i miei dipendenti parlo in inglese. Ma come tu parli benissimo nepali! E lui ci guarda e dice, si certo, l’ho imparato per comunicare meglio. Poi mi sono accorto che quando davo gli ordini in nepali non avevo risultati. Dicevo, fate il lavoro così e così, poi tornavo dopo una settimana e non avevano fatto niente. Ma perché? Eh sai, non abbiamo capito bene, potevi significare così, ma forse no, forse era diverso. Non sapevamo come fare... Così si è reso conto che il nepali è una lingua approssimativa, dove non è sempre chiaro quello che dici. Una parola può avere diversi significati così le cose si complicano sempre.
Allora ha mandato a lezione d’inglese i suoi dipendenti e da allora comunicano in inglese. E le cose funzionano.
Svelato un mistero. E, se la lingua è lo specchio di una cultura e a noi facevano studiare il latino per sviluppare la logica.....

p.s. Ci stanno dando un sacco di ore di elettricità, salvo poi toglierla quando non dovrebbero. TIpo: dovrebbe esserci dalle 8 a mezzogiorno. Alle 8.20 la tolgono. Alle 8.45 la ridanno. Alle 9.10 la tolgono ancora ma solo per 10 minuti e poi la lasciano anche nel pomeriggio (che teoricamente sarebbe off). Chi li capisce è bravo. Comunque la sera io gioro per casa con la pila in tasca...