Oggi è venuto a trovarmi B.S., da oggi ex middleman per i gioielli. In 5 mesi 5 pezzi... vero che senza elettricità hanno dei problemi... ma sono anche nepalesi! Oggi c’è il matrimonio del famigerato cousin brother (parentela che esiste solo qui), domani, Shivaratri, dopodomani Holi, poi è morta la nonna, ho avuto mal di testa, mal di schiena..... è più lo stress che altro! Quindi, dicevo, ex middleman.
Era depressissimo perché, dice, a Patan, l’antica Lalitpur, i pozzi non danno più acqua. E con in più la mancanza di elettricità, la situazione diventa nerissima. E non accenna a piovere. La città, diceva, si è allargata a dismisura negli anni, anche grazie alla guerriglia maoista, che ha spinto tantissimi a cercare rifugio a Kathmandu. Metteteci poi la totale, assoluta assenza di un piano regolatore.... E l’acquedotto invece è rimasto lo stesso di 20 anni fa. Mezza città, da novembre, può contare solo sui pozzi, se li ha, altrimenti arrivano dei camion cisterna, carissimi, che ti riforniscono di un’acqua giallastra e melmosa... chissà da dove la prendono.... E, diceva giustamente, senza elettricità non si lavora ma senza acqua non si vive!

Per fortuna noi a casa abbiamo un buon pozzo, che continua a fornirci acqua. Al Mammamia c’è un pozzo artesiano... il problema si presenterebbe se veramente tagliassero la corrente per 20 ore al giorno. E dopo avervi rallegrati con queste belle notizie, rincaro la dose pubblicando la ricetta del pollo al curry e latte di cocco!
La cucina indiana promette con i profumi, ma poi non mantiene. Spesso (a me i profumi delle spezie piacciono) sento dei profumi che mi attirano... poi assaggio... e il cibo mi spacca lo stomaco e offende le mie (mediterranee) papille gustative. Alla fine ho trovato un sistema per rendere più morbide, più gradevoli, almeno per me, le ricette indiane.
Mi è servito molto ricordare come usava le spezie mia mamma e vedere come le usano i nepalesi e gli indiani. E leggendo le ricette indiane... variano, ma la cottura è uguale.
Indiani e nepalesi friggono pesantemente spezie, aglio e cipolla. Il risultato è... come dire... legnoso e difficile da digerire. Inoltre il sapore diventa aspro, assolutamente diverso dal profumo.
Il mio sistema è questo. Metto nella padella del ghi o un po’di olio. Faccio scaldare leggermente il grasso, aggiungo le spezie precedentemente pestate nel mortaio, dopo un momento metto dell’acqua. Faccio restringere il sugo, quindi aggiungo acqua di nuovo. Ripeto il procedimento per almeno tre volte. In questo modo i sapori delle spezie si fondono, e risultano estremamente ricche di sapore ma non creano quel retrogusto amaro, legnoso, delle ricette indiane tipiche. Quindi aggiungo cipolla (e aglio se è il caso) per il soffritto, che non STRAFRIGGO all’indiana! Loro e i nepalesi fanno diventare neri sia cipolla che aglio... grazie, le mie papille gustative ed il mio stomaco non gradiscono....!!!!!!
Poi procedo come da ricetta.
Curry di pollo al latte di cocco
Mettete in una padella dell’olio o del ghi. Anche qui, l’indicazione indiana per 500gr di pollo sarebbe 8 cucchiai di olio, io metto un giro d’olio....
Poi pestate insieme 2 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella lungo 2 cm, 3 peperoncini (preferisco quelli rossi secchi ma da ricetta sarebbero peperoncini verdi freschi), 1 cucchiaino di semi di cumino, 2 foglie di curry, 1 cucchiaino di semi di senape, 1 cucchiaino di curcuma. Scaldate l’olio (o ghi) e aggiungete la polvere di spezie. Quindi aggiungete qualche cucchiaio di acqua, fate asciugare e ripetete il procedimento per 3 volte.
A questo punto (e qui torniamo alla ricetta tradizionale) aggiungete un cucchiaino di zenzero fresco pestato, 2 spicchi di aglio tritati, 2 cipolle medie anche tritate. Fate soffriggere. Aggiungete 2 pomodori pelati tritati fini e mezzo chilo di petto di pollo tagliato a cubetti. Rosolate, quindi mettete una lattina di latte di cocco, un cucchiaini di masala medio, salate e portate a cottura. La foto è orrenda (fatta da me) ma vi dà l’idea della consistenza del sughetto.

A parte misurate due tazze di riso basmati, lavatelo bene. Quindi mettetelo in pentola con 4 tazze di acqua. Tenete il fuoco vivace e la pentola scoperta finché l’acqua non comincerà a bollire. A questo punto mettete il fuoco al minimo, coprite la pentola e cuocete per 10 minuti. Il basmati sarà ben cotto, con i chicchi separati e avrà assorbito tutta l’acqua.
Come verdura di contorno potete servire dei piselli o della verdura mista preparata in questo modo:
Nella solita padella scaldate l’olio e procedete come al solito con dei semi di cumino, peperoncini e poca curcuma. Aggiungete della cipolla e delle carote tritate. Fate cuocere, quindi aggiungete i piselli e del masala. Se occorre aggiungete dell’acqua. Prima di servire mettete poche gocce di limone e mescolate.
Sia pollo che verdure andrebbero devastate (scusate, guarnite) con un trito di foglie di coriandolo. Dato che io trovo abbia lo stesso aroma delle cimici schiacciate, preferisco optare o per un trito di erba cipollina, o prezzemolo o anche niente!
Raita non ne ho fatta perché in questo periodo lo yogurt in Nepal è tremendo.
Lo ammetto, a me questo curry piace!