venerdì 27 marzo 2009

Politica nepalese e tibetani



Foto presa da www.buddhistchannel.tv

La Cina richiede, approva, sottoscrive e spera continui, la politica di pesante repressione dei tibetani adottata dal governo maoista.
In questo i maoisti hanno gioco facile, non devono temere rimostranze dalla popolazione perché i nepalesi non amano i tibetani, anzi li detestano.
Odiano che siano arrivati in Nepal senza un soldo e che adesso siano ricchi (e comunque NON sono tutti ricchi, ad esempio la famiglia di Tashi vive del proprio lavoro, punto). Ma i tibetani, checché se ne dica sono gente che per far soldi si muove, sono affaristi nati e non hanno paura di sporcarsi le mani per guadagnare. Vi possono essere simpatici o antipatici, ma è gente intraprendente. Quanto poi alla ricchezza dei monasteri... è fatta di donazioni di privati. E cosa dovremmo dire della quantità enorme di aiuti che ingurgita il Nepal? Nepal si e tibetani no?

Dimenticano che la presenza tibetana in Nepal ha aumentato l’interesse dei turisti, dimenticano che negli anni in cui i turisti normali erano scomparsi dal paese il buddismo tibetano portava sempre “studenti”, leggi turisti del Dharma. Dimenticano che i tappeti, che per anni sono stati (da circa due anni questo business non tira più tanto) una delle poche industrie di esportazione che funzionava, sono stati portati dai tibetani...

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato leggere sul blog di uno studente nepalese (ci si aspetterebbe che i giovani siano idealisti e non biecamente razzisti) un attacco ai tibetani e a chi li sostiene. Ipocritamente, perché vuole tenere posizioni razziste e passare pure per illuminato progressista, il ragazzo dice di essere a favore della lotta per la libertà di chiunque, ma è del parere che sia giusto negare la facoltà di dimostrare per un Tibet libero in un “paese ospitante”(leggi Nepal). E dove dovrebbero dimostrare, visto che la loro terra non è più loro? In mare aperto fuori dalle acque territoriali?

giovedì 26 marzo 2009

Profezie autorealizzanti



In società feudali, anzi, peggio, in società feudali con un forte sistema di caste e quindi senza speranza, l’autodifesa dei poveri quale poteva essere?
La stupidità, la pretesa di non capire, l’indifferenza, la resistenza passiva. Se io non capisco non sono colpevole, mi tratteranno male, perché sono stupido, ma tanto mi trattano già male e poi siamo tutti stupidi...

Ma questa attitudine, in un mondo che sta cambiando vertiginosamente, può diventare un boomerang: una profezia autorealizzante. Un terribile insormontabile ostacolo al miglioramento della propria vita. Nel fango sono e, con il mio comportamento, nel fango, inesorabilmente rimarrò.

Come si esce da questo circolo vizioso? Non lo so. E mi dispiace. Amaramente.

Razzisti? No grazie

Spesso, noi expats dei paesi duri veniamo tacciati di razzismo. Alcune persone ricche di senso dell’umorismo ci accusano di essere dei “turisti” di “non aver viaggiato” di “non conoscere il paese”!!!

Ma ribaltiamo il concetto. E forse ci capiremo.
Immaginate l’americanone di turno che viene in Italia, pasteggia a chianti e agnolotti, dorme in albergo e gira con un’ottima macchina a noleggio. Il malcapitato conosce l’Italia dei turisti “molto pittorescooo!”. Decide di trasferirsi a vivere e LAVORARE in Italia.



E lì comincia il suo vero, primo incontro con il paese reale. Conti in banca con resoconti poco chiari, commercialisti e avvocati (che manco loro nella jungla di leggi del nostro paese sono mai VERAMENTE sicuri di cosa si può fare), burocrazia faraonica, foresta di regolamenti e regolamentini allucinante, la paranoia del controllo della finanza (che trova sempre, comunque qualche cosa che non va, fosse pure un timbro messo storto), incomprensibili divieti, multe illegali stratosferiche, tasse altissime, ogni giorno uno scandalo nuovo sui politici, ecc. ecc. ecc.

Non pensate che la sua visione dell’Italia si modificherebbe leggermente da quella che aveva da turista????

E qui da noi (intendo nel subcontinente indiano)le difficoltà, la ferocia della società, la sua struttura, le sue regole rispetto a paesi “normali” sono, come orrore e difficoltà, all’ennesima potenza.



Quindi, prima di pensare di conoscere davvero un paese... uno deve lavorarci... e non come ONU, NGO ecc. che forniscono tutte le protezioni e che comunque vengono viste dagli autoctoni come foraggiamento (non importa se a livello di governo o del piccolo villaggio sperso nel nulla, quello che conta è che voi DATE for free, una specie di babbo natale). O semplicemente comperando container di roba, comperare è la cosa più facile del mondo (relativamente parlando). Ma vivendo e lavorando sul posto, sbattendo ogni giorno il naso sulle mille piccole e grandi follie... vi garantisco che allarga le prospettive!!!!!!!!! ;-)

P.S. per me razzista è una persona che, aprioristicamente, rifiuta il confronto con altri per pregiudizi di razza, religione, cultura... e chiaramente un tale individuo è un poveretto, che si rifiuta di godere delle differenze che il mondo gli propone.
Certo che vivere tenendo la porta aperta, anche se non coprendosi gli occhi con fette di prosciutto, comprende dei bei rischi, ... ma a noi, piace la vita pericolosa!

lunedì 23 marzo 2009

Business is cheating

Così ci aveva sintetizzato un Sardar Ji il concetto di business in India: gli affari consistono nell’imbrogliare.



Dario aveva due soci: uno indiano e uno nepalese. Il nepalese era un carissimo amico, uno che era più spesso a casa nostra che non a casa sua... di famiglia, insomma.
L’indiano, che non era un amico, era però una persona conosciuta per la sua moralità: per 20 anni ha fatto un lavoro di assoluta fiducia tra Nepal e India per il quale essere onesti era una condizione necessaria.... speravamo che dopo 20 anni la cosa avesse radicato.... hai visto mai....

Per fortuna Dario ha un’ottima abitudine. Tiene separati affari e amicizia. Sei mio amico? Quando vieni a casa mia ti tratto come un re, la mia casa è la tua casa ecc. ma quando facciamo affari tutto deve essere chiaro, preciso e sotto controllo fino all’ultimo centesimo.

Vi risparmio tutta la tragedia, che comprende il container in cui sono rimasti per 10 mesi i miei adorati CD di Sabrina & C. Ma la conclusione è che il “caro” amico nepalese ha tentato di truffarci per una somma considerevole, che il socio indiano si è rifiutato di farsi complice, ci ha telefonato e, forte del controllo che Dario ha della situazione, è riuscito a sventare la truffa (o furto). Nonostante i suoi contatti nepalesi lo abbiano stressato di telefonate insistendo perché “lui doveva prendere le parti dei nepalesi (ladri), non di due stranieri”.


Ora, a parte che ci eravamo già arrivati che i nepalesi sono ladri e imbroglioni tanto quanto gli indiani (fatte le debite meravigliose eccezioni per entrambi i popoli, che però si limitano a confermare la regola), che la loro apparenza gentile è soltanto dovuta alla loro pigrizia e mancanza di vitalità, questa storia ci ha stesi.
Non ci abbiamo rimesso un centesimo, tantissimo stress, sia noi che il socio indiano, che aveva altre storie con il bastardo e ha dovuto chiuderle con garbo per non rimetterci troppo... ma emotivamente è stato orribile.
Non è che in Italia ci sia il paradiso, ma il livello di totale, assoluta bastardaggine della gente del subcontinente indiano è inarrivabile (fatte le solite, debite, luminose eccezioni). Ne ho viste tante in vita mia, ma mai così... La loro totale amoralità, il loro vederci come esseri inferiori da mungere soltanto, senza remore, come se non fossimo nemmeno umani, poi da parte di una persona a cui volevamo bene.....



Contemporaneamente al Mammamia ne hanno fatte alcune di non proprio carine... e così mi tornano in mente tutte quelle persone, di varie nazionalità, che mi hanno continuato a ripetere che i nepalesi non si affezionano, non veramente, che in qualsiasi momento ti possono mollare, imbrogliare, derubare... a questo punto mi chiedo. Non è che hanno ragione loro?

Sono mooolto stanca.

domenica 22 marzo 2009

Nepal-Rwanda

L'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite attualmente in Nepal, ha paragonato la situazione nepalese a quella del Rwanda (andiamo sempre meglio)!
Nel frattempo l'ambasciata australiana ha bloccato i visti degli studenti nepalesi perché risultano coinvolti nel traffico di prostitute (tenete presente che gli studenti devono avere un documento avvallato dal governo nepalese.......).

Per fortuna che da due giorni piove... almeno quello!!!!

giovedì 19 marzo 2009

Era il lontano maggio 2008....

Era il lontano maggio 2008.... e Fra e Mariel, anime gentili, approfittando di un container che Dario doveva spedire in Nepal mi hanno fatto dei bellissimi regali video: Sabrina, gli uomini preferiscono le bionde, Cenerentola a Parigi, Alta società. Una meraviglia!!!!!!!!!! Già pregustavo che, nel giro di un mese o due avrei potuto rilassarmi immersa nei miei video, dimentica dell'Asia per qualche ora!!!!!!!!!!!!!

Mi hanno mandato (chi delle due non so, alla fine tutto mi è arrivato sciolto) anche "l’amore ai tempi del colera", che però deciderò di vedere forse in seguito: qui la vita ha tinte troppo forti, se guardo un film, deve essere un’antidoto al mio quotidiano, leggero, spumeggiante e assolutamente disimpegnato... di emozioni toste ne ho quante ne voglio.... ma di sicuro lo guarderà Dario! Che ama tantissimo Gabriel Garcia Marquez. Io manco riesco a leggerlo qui in Asia, mentre in Italia lo amavo. Ormai riesco a guardare solo cartoni animati e commedie leggere.... tutta la mia capacità di reggere le emozioni viene prosciugata dalla vita di qua......



Insomma, le due gentili donzelle mandano i pacchettini allo spedizioniere, in uno dei pacchettini ci sono anche delle sementi bio.
Il container parte.... e io tutta contenta, che mi arrivano gli antidoti per i momenti bui (questo tipo di film li tengo come oro e li rivedo ogni volta che mi sembra di essere sopraffatta dalla troppa bruttura che mi circonda, o quando ho la febbre, ho quando ho tutte e due).....

Intanto uno dei due soci di Dario, quello che doveva occuparsi dello sdoganamento, che avrebbe fatto con la sua ditta, decide, in puro stile nepalese, di andarsene in vacanza in America per un mese e mezzo. Il container sarebbe arrivato dopo circa 20 gg dalla data della sua partenza. E lì comincia la tragedia... non vi racconto tutte le vicissitudini, né il perché o percome il container è arrivato a Delhi. La rottura della società, il blocco dello sdoganamento perché hanno scoperto le sementi... ecc. ecc. ecc.
Insomma, alla fine ieri VITTORIA!!!!!!!!!!!! Ho ricevuto il regalo!!!!!!!!!!!! E, visto che ero anche febbricitante mi sono concessa due visioni: Sabrina e gli uomini preferiscono le bionde!!!!! A letto! Durante il power cut (il mio portatile regge abbastanza)!!!!!!!!!!!!!!!!!! ;-D

Puro paradiso!!!!!!

Fra, Mariel GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica 15 marzo 2009

Qual'è il colmo.....

Vi ricordate quelle barzellette sceme che ci si raccontava da bambini? Cominciavano sempre con :" Qual'è il colmo per...".

Considerate che un expat che vive in India o Nepal può arrivare a soluzioni veramente estreme per non pensare a dov'è e perché cavolo ci è finito....sempre nella misura in cui le carenze del paese in questione lo permettano!
Bene, sapete qual'è il colmo per un expat che sopravvive in Nepal? Guardare "Ballando con le stelle" sullo sgabello della cucina, nelle poche ore di erogazione della corrente, con la Teresina (uno dei 5 mostri miagolanti di casa) abbarbicata alla manica dell'accappatoio....

venerdì 13 marzo 2009

Acqua e curry

Oggi è venuto a trovarmi B.S., da oggi ex middleman per i gioielli. In 5 mesi 5 pezzi... vero che senza elettricità hanno dei problemi... ma sono anche nepalesi! Oggi c’è il matrimonio del famigerato cousin brother (parentela che esiste solo qui), domani, Shivaratri, dopodomani Holi, poi è morta la nonna, ho avuto mal di testa, mal di schiena..... è più lo stress che altro! Quindi, dicevo, ex middleman.

Era depressissimo perché, dice, a Patan, l’antica Lalitpur, i pozzi non danno più acqua. E con in più la mancanza di elettricità, la situazione diventa nerissima. E non accenna a piovere. La città, diceva, si è allargata a dismisura negli anni, anche grazie alla guerriglia maoista, che ha spinto tantissimi a cercare rifugio a Kathmandu. Metteteci poi la totale, assoluta assenza di un piano regolatore.... E l’acquedotto invece è rimasto lo stesso di 20 anni fa. Mezza città, da novembre, può contare solo sui pozzi, se li ha, altrimenti arrivano dei camion cisterna, carissimi, che ti riforniscono di un’acqua giallastra e melmosa... chissà da dove la prendono.... E, diceva giustamente, senza elettricità non si lavora ma senza acqua non si vive!



Per fortuna noi a casa abbiamo un buon pozzo, che continua a fornirci acqua. Al Mammamia c’è un pozzo artesiano... il problema si presenterebbe se veramente tagliassero la corrente per 20 ore al giorno. E dopo avervi rallegrati con queste belle notizie, rincaro la dose pubblicando la ricetta del pollo al curry e latte di cocco!

La cucina indiana promette con i profumi, ma poi non mantiene. Spesso (a me i profumi delle spezie piacciono) sento dei profumi che mi attirano... poi assaggio... e il cibo mi spacca lo stomaco e offende le mie (mediterranee) papille gustative. Alla fine ho trovato un sistema per rendere più morbide, più gradevoli, almeno per me, le ricette indiane.
Mi è servito molto ricordare come usava le spezie mia mamma e vedere come le usano i nepalesi e gli indiani. E leggendo le ricette indiane... variano, ma la cottura è uguale.
Indiani e nepalesi friggono pesantemente spezie, aglio e cipolla. Il risultato è... come dire... legnoso e difficile da digerire. Inoltre il sapore diventa aspro, assolutamente diverso dal profumo.
Il mio sistema è questo. Metto nella padella del ghi o un po’di olio. Faccio scaldare leggermente il grasso, aggiungo le spezie precedentemente pestate nel mortaio, dopo un momento metto dell’acqua. Faccio restringere il sugo, quindi aggiungo acqua di nuovo. Ripeto il procedimento per almeno tre volte. In questo modo i sapori delle spezie si fondono, e risultano estremamente ricche di sapore ma non creano quel retrogusto amaro, legnoso, delle ricette indiane tipiche. Quindi aggiungo cipolla (e aglio se è il caso) per il soffritto, che non STRAFRIGGO all’indiana! Loro e i nepalesi fanno diventare neri sia cipolla che aglio... grazie, le mie papille gustative ed il mio stomaco non gradiscono....!!!!!!
Poi procedo come da ricetta.

Curry di pollo al latte di cocco
Mettete in una padella dell’olio o del ghi. Anche qui, l’indicazione indiana per 500gr di pollo sarebbe 8 cucchiai di olio, io metto un giro d’olio....
Poi pestate insieme 2 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella lungo 2 cm, 3 peperoncini (preferisco quelli rossi secchi ma da ricetta sarebbero peperoncini verdi freschi), 1 cucchiaino di semi di cumino, 2 foglie di curry, 1 cucchiaino di semi di senape, 1 cucchiaino di curcuma. Scaldate l’olio (o ghi) e aggiungete la polvere di spezie. Quindi aggiungete qualche cucchiaio di acqua, fate asciugare e ripetete il procedimento per 3 volte.
A questo punto (e qui torniamo alla ricetta tradizionale) aggiungete un cucchiaino di zenzero fresco pestato, 2 spicchi di aglio tritati, 2 cipolle medie anche tritate. Fate soffriggere. Aggiungete 2 pomodori pelati tritati fini e mezzo chilo di petto di pollo tagliato a cubetti. Rosolate, quindi mettete una lattina di latte di cocco, un cucchiaini di masala medio, salate e portate a cottura. La foto è orrenda (fatta da me) ma vi dà l’idea della consistenza del sughetto.



A parte misurate due tazze di riso basmati, lavatelo bene. Quindi mettetelo in pentola con 4 tazze di acqua. Tenete il fuoco vivace e la pentola scoperta finché l’acqua non comincerà a bollire. A questo punto mettete il fuoco al minimo, coprite la pentola e cuocete per 10 minuti. Il basmati sarà ben cotto, con i chicchi separati e avrà assorbito tutta l’acqua.

Come verdura di contorno potete servire dei piselli o della verdura mista preparata in questo modo:
Nella solita padella scaldate l’olio e procedete come al solito con dei semi di cumino, peperoncini e poca curcuma. Aggiungete della cipolla e delle carote tritate. Fate cuocere, quindi aggiungete i piselli e del masala. Se occorre aggiungete dell’acqua. Prima di servire mettete poche gocce di limone e mescolate.

Sia pollo che verdure andrebbero devastate (scusate, guarnite) con un trito di foglie di coriandolo. Dato che io trovo abbia lo stesso aroma delle cimici schiacciate, preferisco optare o per un trito di erba cipollina, o prezzemolo o anche niente!

Raita non ne ho fatta perché in questo periodo lo yogurt in Nepal è tremendo.

Lo ammetto, a me questo curry piace!

giovedì 12 marzo 2009

Una giornata "normale"

Tornati dalla Tailandia troviamo che: Dawa e Diki se ne sono andati senza avvertire, in puro stile nepalese anche se lei è tibetana. Ok poco male, erano poco affidabili, ma io mi trovo con due camerieri in meno.
Allora chiamo Neena, che aveva chiesto il lavoro per il fratellino più piccolo (17 anni), un po’birbante. Lei felicissima, io pure OK, assunto. Oggi arrivo al lavoro: Raju (uno dei cuochi) è caduto con la moto, niente lavoro per almeno una settimana, Amar mi guarda torvo e chiuso: la nonna è stata investita da un motociclista (una delle molte piaghe nepalesi, dementi che si infilano come supposte ovunque, che si ritengono superiori a qualsiasi regola... anche perché non sanno che esistono) le hanno tagliato tutte e due le gambe.
Ma dove sono Neena e il fratellino? Nessuno lo sa. Insisto che devono chiamarla. E’ in lacrime, la mamma è morta improvvisamente (qui in Nepal, grazie all’ipertensione queste morti inaspettate sono frequentissime) lei e il fratello si licenziano.

Le voglio bene, aspetterò di vedere cosa succederà. Ma mi chiedo, Ma in che c....avolo di paese siamo? Ma possibile che ogni giorno ci sono emergenze? Ma è possibile che in 5 mesi di lavoro non ho MAI avuto tutto lo staff presente? Ma è possibile che qui tutti muoiano così?
Sì, è possibile, con un traffico di dementi al volante, una dieta che abusa di fritti, aglio, spezie e sale. Quindi la popolazione, oltre a subire spesso incidenti autostradali, soffre di gastrite e ipertensione cronica. Inoltre, molti, per “bilanciare” i sapori speziati, mangiano un sacco di dolci, così che il diabete qui ha le dimensioni di una pandemia.
Una nostra conoscente, infermiera all’ambasciata americana da più di 20 anni ci diceva che, facendo un’indagine tra i dipendenti dell’ambasciata, ai tempi in cui impiegavano circa 700 persone (età media 24 anni), il 60% risultavano avere problemi GRAVI di ipertensione.
Qui succede che gente di 40 anni, che apparentemente sta benissimo, crolli al suolo: morto.
Nessuna autopsia. Ma la causa, conoscendo i retroscena, è evidente: ipertensione. Mai sentito di così tanti morti come da quando vivo in Nepal. Lo zio di tizio, l’ex datore di lavoro di caio, la mamma di tizia, il fratello di sempronio... e tutta gente piuttosto giovane.
Inoltre a coronare il tutto potete aggiungere che: nonostante inverni rigidi qui non hanno mai imparato a coprirsi di lana, girano vestiti di cotone con le ciabattine infradito senza calze. Non hanno mai inventato nessun sistema , anche primitivo di riscaldamento. Non si lavano con l'acqua calda (ho insistito con Koghendra ma niente, non è abituato e non lo accetta). Quindi raffreddori, tossi febbri ecc. come se piovesse. Aggiungete la dieta monotona e povera e la mancanza di assistenpza medica e avrete una popolazione macilenta e malaticcia.
Apposta che a me dicono (con i miei venerabili 48 anni) che sono vecchia!!!! praticamente un monumento!

martedì 10 marzo 2009

Holi

Ieri girava la voce che le ore di elettricità a breve diventeranno SOLO 4 AL GIORNO, 2 ore di giorno e 2 di notte..... non ho parole. E sono terrorizzata che ci toccherà buttare tutto il cibo contenuto nei freezer.
Intanto il governo maoista ha la faccia tosta di dichiarare che il governo vuole ricostruire le infrastrutture distrutte (dai maoisti) durante gli anni di guerriglia e che si aspettano che i paesi donatori gli diano il danaro per farlo.
"the government plan to rebuild physical infrastructure that bore the brunt of the decade-long Maoist insurgency.The Ministry of Peace and Reconstruction is expecting aid from international donors to repair and reconstruct..."


Holi

Qui usa così, distruggono tutto, come dei bambini stufi di un gioco e poi si aspettano che altri pongano rimedio. Come per questa storia del taglio dell'elettricità, che pare sia dovuta a qualche precisa volontà politica e non a necessità. Stanno chiudendo le fabbriche? Gli imprenditori si spostano in India? I turisti non vengono? L'economia si ferma? E chi se ne frega, loro continuano i giochini di potere, tanto i paesi donors verranno chiamati a pagare per tutto questo! La popolazione pagherà? Ma loro no e comunque la popolazione, mentre è pronta a scioperare per ogni singola scemenza, del bene comune se ne frega!

Per fortuna che oggi è holi, quella stupida festa dove se esci ti riempiono di colore (a volte tossico), acqua, uova marce ecc. così... non si esce! Ai problemi ci penseremo domani. Oggi (credo di essere impazzita altrimenti la cosa non si spiega) cucino indiano. Se promettete di non picchiarmi magari pubblico anche le ricette.....

lunedì 9 marzo 2009

Ultime notizie

Mentre il Nepal sta bloccandosi definitivamente grazie al power cut giornaliero di 16 ore, che più di una fonte dichiara non necessario ma voluto i maoisti stanno ricominciando il reclutamento di guerriglieri. Il che non fa presupporre niente di buono.


Puspa Kamal Dahal, meglio conosciuto come Prachanda, il primo ministro maoista

I nepalesi sono preoccupati e su tutta la città grava una cappa di umore cupo. Turisti in giro, siamo ormai in season, pochi o niente. Le agenzie turistiche sconsigliano il Nepal, anche se perfino durante i vari colpi di stato o negli anni della guerriglia maoista nessun turista è mai stato toccato. I nepalesi non hanno i problemi degli indiani, che devono ancora digerire lo sfruttamento del Raj; il Nepal non è mai stato colonizzato. Qui gli stranieri sono visti come portatori di soldi e aiuti vari. Non c'è malanimo. Anzi! Noi occidentali siamo visti come delle banche ambulanti...


Baburam Bhattarai ideologo del partito maoista e ministro del tesoro. Quello che continua a dire da un lato che vogliono distruggere l'economia del paese per poi instaurare la dittatura e dall'altro che i paesi "donors" devono donare con "più entusiasmo"....

Intanto dopo aver messo a ferro e fuoco il tempio di Pashupatinat (che per la prima volta in non so quanti secoli non ha officiato le puje per i primi 3 giorni dell'anno) adesso l'attacco è stato diretto alla Kumari, la dea bambina. Nonostante sia stato imposto ai turisti un biglietto di ben 300 rs per entrare nella piazza del suo palazzo, Darbar Square, è stato tolto il presidio notturno di polizia. Approfittando di questo fatto, qualche giorno fa, dei ladri hanno rubato uno dei preziosi ed antichi fregi del suo palazzo. Derubando non solo la Kumari ma tutto il Nepal! Così per protesta (giustissima) la Kumari non si presenta più né ai suoi fedeli, né ai turisti. E anche questo appesantisce l'umore della città perché per i nepalesi questi sono tutti segni di cattivo auspicio. In più non piove da ormai sei mesi e loro lo collegano all'ira degli dei con il paese....


La Kumari

E così, in questa Kathmandu che sembra avere l'aria densa come la melassa e che toglie tutta la voglia di fare e di muoversi, Dario ed io abbiamo deciso di rivuluzionare il look e il menù del Mammamia. Adesso, con i tappeti tibetani alle pareti ha l'aria troppo costosa e comunque con i tempi di lutto che corrono pensiamo che ci voglia un'esplosione di colore. E anche il menù.... è inutile combattere l'inevitabile: teniemo le ricette ma le presentiamo stile piatto unico.
Meglio lavorare a vuoto che farsi coinvolgere dalle depressione generale.

domenica 8 marzo 2009

Buon 8 marzo!

Buon 8 marzo a tutte! Con la foto dell’unica mimosa di Kathmandu, ha 1 anno ed è stata ottenuta da seme.



Buon 8 marzo, ma, ragazze, ricordatevi che chi ha veramente ottenuto la libertà, e quindi può veramente festeggiare, è solo una piccolissima parte del mondo femminile.

Vi scrivo da un paese di area indù, dove le donne sono discriminate fin da prima della nascita (in India gli aborti di feti femminili sono una piaga estesissima). Dove la donna per la famiglia di origine è solo un peso, perché un giorno dovranno sposarla a qualcuno e in quell’infausto momento dovranno pagare profumatamente il futuro marito e i suoi parenti perché la accettino (spesso indebitandosi in maniera insostenibile). Spesso, in caso di mancato versamento della dote la sposa viene assassinata e la sua famiglia, per tema della vergogna se si sapesse che non sono stati capaci di onorare l’impegno del pagamento, non cercherà giustizia...
La moglie poi diventa interamente proprietà della famiglia (leggi suoceri) dello sposo. Dovrà obbedirli come una serva, chiedere il permesso per qualsiasi cosa, anche andare a trovare la mamma. Un esempio? Una ragazza che conosco era incinta del primo figlio, lei aveva solo 18 anni all’epoca, era spaventata, vicina al parto. Ha chiesto che chiamassero sua mamma per averla vicina: permesso rifiutato. E sia lei che il marito erano di famiglie ricche e di casta alta...
In seguito è scappata per i maltrattamenti che sia lei che i suoi bambini subivano. I suoi l’hanno rimandata dai suoceri, temevano l’ostracismo sociale che avrebbero subito proteggendo la figlia e i nipotini.
Un’altra donna (sempre di casta alta) mi raccontava di come il ricchissimo marito rifiutasse di nutrire a sufficienza la prima figlia, rea di essere femmina.
Nelle campagne indiane esiste ancora l’uso (anche se non diffusissimo) di bruciare vive le vedove sulla pira del cadavere del marito. Spesso le poverette accettano perché i maltrattamenti che subirebbero se non accettassero fanno sembrare la morte (anche una così orribile morte) un destino migliore....
Ecc. ecc. ecc.

Quindi: buon 8 marzo, ma non scordiamoci di loro!

sabato 7 marzo 2009

Per sole donne...

Qui in Nepal si trova.... NIENTE! Niente trucchi, se non di infima e dubbia qualità, niente creme..... NIENTE!!!! Così ho saccheggiato la Thailandia! Era da mesi che desideravo avere un po'di ombretti, mi era rimasta solo la matita nera...



E poi olio di cocco e di sesamo spremuti a freddo, maschere, scrubbing per viso e corpo (indispensabili per un paese sporco, inquinato e polveroso come il Nepal), creme.....Almeno adesso so che a 3 ore di volo trovo tutto quello che mi serve compreso il ventolin!!!!!!



P.S. i farmaci tipo ventolin di fabbricazione indiana, a volte funzionano, a volte sono.... finti! Pure se li comperate in farmacia!

Sob! Sono tornata!



Sono tornata!!!!!!!!!
OK. la Thailandia dove sono stata NON è quella che avreste scelto voi... e fino a poco tempo fa nemmeno noi, ma tre anni di India e Nepal hanno cambiato le nostre esigenze: niente spiagge incontaminate, niente mare pulito, perché avrebbero significato niente negozi e scelta limitata di posti in cui mangiare....
Perché le nostre esigenze erano: fare shopping (in Nepal non si trova niente di decente), mangiare pesce e frutta e CAMMINARE. Cosa per me impossibile in Nepal: troppo polveroso, 20 minuti di passeggiata sono sufficienti per farmi prendere il mal di gola.

E così siamo andati a Pattaya. E abbiamo trovato di tutto, perfino il Ventolin!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Scarpe, vestiti, creme, tessuti stupendi, gioiellini buffi, ciotole di legno... tutto fatto benissimo, accurato, pulito! E la corrente elettrica 24 ore su 24!!!!!!!!!!!!!!!! Le strade pulite, illuminate!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! I ristoranti belli, piacevoli.

La giornata si svolgeva più o meno così: sveglia quando capitava, colazione in un caffè fantastico e poi via, shopping e camminate lungo la spiaggia per 3/5 ore. Quindi pranzo di pesce e via in camera a leggere e a farmi trattamenti che mi hanno parzialmente restaurato la pelle distrutta dalla polvere nepalese (nonostante gli oli avevo le piaghette sulla pianta dei piedi). Poi cena con tonnellate di fantastica frutta. A volte passeggiata dopo cena a volte no. Lo so, non suona affascinante, ma per noi è stato fantastico! Ci siamo ripresi tutti e due.



La sera prima di tornare io ero letteralmente in crisi, tornare nel luridume di Kathmandu.... dopo la pulizia tailandese... durissimo. E Dario (santo) che mi diceva, ma dai, non è così tremendo...



... siamo arrivati all’aereoporto di Kathmandu: tre ore per ritirare il bagaglio.... e abbiamo subito litigato con i taxisti (i soliti ladri), che chiedevano 600 rp per portarci a casa (prezzo onesto 120 rp) e io ho subito preso il mal di gola (in Thailandia avevo perso l’abitudine di mettermi la mascherina).
Per fortuna che a casa ci aspettavano le mice e Karana. E che la casa era pulitissima, tutto in ordine, il giardino abbastanza fiorito (tenuto conto che non piove da 6 mesi e che con il power cut abbiamo difficoltà per l’acqua).
Così mi sono consolata un poco...

Il power cut??? Ancora 16 ore al giorno!!!!!