giovedì 29 gennaio 2009

Amici...

Si, lo so, a volte (spesso) sono negativa. Però, mettetevi nei miei panni. Dover tornare a casa di corsa per far andare la lavatrice (Koghendra non è in grado), e Koghendra, subito dopo, di corsa, far andare la pompa sennò restiamo senza acqua. Andare a letto con la stanza gelida perché la stufetta non va... alzarsi idem.
Con questi dementi che manco ci danno un orario preciso del power cut. Con il Mammamia che è ancora in perdita secca e tutti che rompono su, ma perché non arredate di più, perché non mettete il generatore, perchè non fate la panetteria... e i soldi, chi ce li dà? Con i clienti che vogliono un pasto tutto compreso per 3/5 €? Non gli basta che siamo (a detta di tutti) il ristorante più pulito della città e uno dei tre migliori (compreso l'Hayatt). Vogliono le commodities di un 5 stelle... pagando 0!!!
Li possino....
Però ci sono delle cose carine. Posso andare ospite della moglie dell'ambasciatore pakistano, divertirmi a chiacchierare con lei, poi tornare a casa e chiamare Gilli, la moglie dell'ambasciatore israeliano, che in questi giorni nessuno invita per motivi diplomatici e ridere con lei.
Posso ricevere le email dell'addetto alla security dell'ambasciata americana e chiacchierare amabilmente con Karana in giardino.
Sono una semplice cittadina italiana espatriata... un'emigrante. E non me ne importa niente di dove sono i miei amici, cosa fanno i loro governi. Gli amici sono amici. E questo è un grande lusso!

Pakistan embassy

La situazione sta peggiorando. Quel..... di primo ministro maoista aveva detto che dalla settimana scorsa ci avrebbero dato 1 ora di elettricità in più al giorno (quindi 5 ore fruibili, le 4 nel cuore della notte non le conto). Lo hanno fatto per due giorni due, poi siamo tornati alle solite 4 ore. Ma i nepalesi si sono calmati. E’ il blocco del newari, voi davvero non potete capire il livello di disconnessione mentale di questo paese. Sono labili come bambini, un giorno volevano la testa di Prachanda, il giorno dopo se ne sono già dimenticati e nessuno più parla di soluzioni, nessuno chiede più niente... E le fabbriche chiudono, i negozietti pure, gli ospedali non offrono più i servizi di sala operatoria.... il paese va alla deriva.
E adesso sta peggiorando verticalmente anche la connessione internet. Chissà se oggi riuscirò a postare o a guardare gli email.
Davvero pesante.



Oggi ero ospite della moglie dell’ambasciatore del Pakistan. Una signora di solito molto allegra, anche oggi era simpatica ma aveva bisogno di sfogarsi, così mi ha presa da parte e si è sfogata.
Mi diceva: prima di venire a Kathmandu, credevo che noi fossimo una nazione arretrata, ma ho capito cos’è una nazione arretrata veramente solo da quando vivo qui. E mi faceva il solito rosario di lamentele che tutti noi occidentali che viviamo qui, ci diciamo a vicenda. L’elettricità che non c’è, il traffico totalmente folle (in particolare si lamentava dei motociclisti che in effetti sono una delle piaghe del paese), i servitori tonti, il blocco del newari (ovviamente loro non lo chiamano così, ma lo trova inesplicabile anche lei), la mancanza (o inefficienza) di servizi, il governo totalmente inesistente, la gente labile a livelli incredibili, la mancanza di desiderio di cambiare le cose, le caste.... ecc. ecc. ecc. di come ti sembra di lottare contro un muro di gomma che ti si ripresenta davanti tutti i giorni e come tutto questo rende la vita, a volte, veramente pesante.
E mi diceva, esasperata, pensa che quando cerco di spiegare alle mie amiche pachistane cosa vuol dire vivere in Nepal non mi capiscono. Mi dicono, si si, è un po’peggio di qui. Ma solo noi che ci viviamo possiamo capire.

Bé, mi sono sentita più leggera. Vi rendete conto? Non viene dagli Stati Uniti o dal Giappone... viene dal Pakistan... capite cosa intendo quando dico che il Nepal è un disastro?

P.S. Dimenticavo... una delle Madam Ambassador (ma non si dice quale) esasperata dal power cut, ha fatto una piccola ricerca... l'unica capitale al mondo messa peggio di Kathmandu è Kabul (Afghanistan) loro hanno solo 5 ore di elettricità, noi ne abbiamo 4 di giorno e 4 nel cuore della notte, tipo dalle 2 alle 6...). Ma voglio dire... Kabul!!!

martedì 27 gennaio 2009

Il blocco del newari

Il blocco del newari è geniale!
Premetto che non è farina del mio sacco, dobbiamo questa incredibile intuizione a Giovanna e ad una nostra comune amica, che al momento non è in Nepal. Non pubblico il suo nome perché non so se ne sarebbe contenta. Eventualmente rettificherò il post in futuro.

Il blocco del newari, è tipicamente nepalese, nessuna di noi ha avuto questa devastante esperienza in altri paesi, ed ha diversi modi per manifestarsi: generale o particolare.



Ogni tanto Katmandu si blocca. Non parlo dei famigerati Nepali banda, è una cosa impalpabile e spontanea. E’ come se l’intera città fosse immersa nella melassa, lo puoi sentire: qualsiasi cosa tu cerchi di fare lei resiste. Tutto va a rilento, o, peggio non va del tutto. Cerchi di andare ad un appuntamento e non ci riesci, vai in un negozio ed è chiuso, cerchi di parlare con una persona e quella capisce fischi per fiaschi e così via. E’ il blocco del newari: meglio tornare a casa, chiudersi in camera con una tazza di roba calda e non pensarci più fino al giorno dopo. Il blocco del newari non perdona, se provi a forzarlo può scatenarti crisi senza fine. Senso di inutilità, frustrazione, rabbia, esasperazione a livelli pericolosi...

Poi il blocco del newari ha manifestazioni più limitate. Può rendere un singolo individuo temporaneamente “inagibile”. Nel senso del cervello momentaneamente in panne. Tu gli parli e lui non capisce. Non è che fa finta, non capisce proprio. Manifesta il tipico sguardo vacuo e dice Yes madam... e tu capisci, dall’occhietto sfuggente, che si perde in un fantomatico orizzonte, che il tuo interlocutore è in balia del blocco del newari. Allora insisti, e cerchi di farti ripetere cosa gli hai detto: niente, encefalogramma piatto.
In alcuni casi, insistendo molto, riesci ad averne ragione. Ma costa fatica e pazienza infinite. Altre volte è meglio fare come con il blocco generale: si molla temporaneamente e si torna alla carica il giorno dopo............ Karana ha dei blocchi del newari che possono durare anche una settimana.

p.s. I newari sono la popolazione originaria della valle di Kathmandu. Il blocco, essendo un fenomeno squisitamente nepalese, è stato chiamato così in loro onore.

venerdì 23 gennaio 2009

I primi bracciali nepalesi

Scrivo questo post in un certo senso per me, perché cercando di spiegare a voi, come mi è successo spesso, capisco meglio io.
Ho in mano i primi pezzi nepalesi. Certo, posso migliorare (sto cominciando a capire cosa posso fare), ma già così sono molto, molto interessanti!
E veramente questo artigiano è in assoluto il migliore che io abbia mai visto in Nepal!



Premetto che detesto la roba che viene venduta qui nei negozi: dozzinale, sciatta, noiosa. Per me il gioiello deve essere qualche cosa di speciale, unico. Quindi la mia sfida è riuscire a realizzare qualche cosa di affascinante con i mezzi che ho qui. Cercherò anche di fare dei pezzi molto economici (difficile perché economico, ovunque nel mondo, vuol dire mal fatto...) spero di riuscire a renderli comunque piacevoli da portare!

In Nepal la produzione segue ancora modi di lavoro antichissimi. Tradizionalmente privilegiano le lavorazioni a sbalzo, che vengono eseguite direttamente su lastrine di metallo. La loro forza è questa capacità, e il costo relativamente basso della manodopera. La debolezza più evidente, anche parlando a livello di pezzi etnici, e quindi non toccando minimamente un discorso di gioielleria italiana, qui impensabile, è l’incapacità di lavorare pezzi con le tre dimensioni. I nepalesi hanno una lavorazione piatta, incidono, sì, ma non capiscono la dimensione scultorea dei pezzi. Come dire, sono essenzialmente decorativi, nel senso di mille piccoli (nel caso di pezzi belli, per altro introvabili nel normale mercato) particolari, ma appena in rilievo. Inoltre non capiscono l’accuratezza della rifinitura...

La difficoltà, per me che sono abituata a realizzazioni complesse, articolate,
perfette, sta proprio nell’adattarmi a questo linguaggio piatto, non perfetto e nel renderlo affascinante. E nel riuscire a realizzare pezzi originali con una gamma espressiva così limitata. Una bella sfida.

I primi pezzi che ho realizzato sono dei bracciali alla schiava con un disegno abbastanza complesso. Amo questi pezzi importanti e, in particolare, questi bracciali sarebbero impossibili da realizzare il Italia, avrebbero dei costi folli.
Sono delle spesse foglie di argento, che vengono sbalzate ed in seguito, sagomate a mano (in questo caso, per essere nepalesi, con una precisione fantastica!).
Questo tipo di bracciale è impossibile da ottenere tramite la fusione. Gli oggetti ottenuti in fusione non sono elastici, e i bracciali alla schiava vengono aperti e chiusi ogni volta che si tolgono e si mettono. Dopo un po’di volte si spezzerebbero...
Per ottenere il giusto rilievo del disegno da me eseguito, le semisfere in argento e i castoni sono saldati (benissimo): 43 saldature! Le incisioni sono di una precisione e accuratezza che mi commuove... E le pietre (che mi sono procurata io, qui si trova solo immondizia) sono belle ed incastonate bene. Di solito in Nepal, i castoni sembrano morsicati....
Insomma: mi piacciono parecchio!

Poi sono passata all’oro, cercando anche qui di valorizzare l’abilità dei miei artigiani.
Ho creato degli orecchini in oro e zaffiri. Sono molto decorativi, allegri e... leggerissimi, nonostante le dimensioni. Di nuovo. questo risultato si può avere solo in pezzi interamente realizzati a mano, da lastrina, quelli ottenuti in fusione sarebbero molto più pesanti... praticamente importabili.... e terribilmente più costosi.

Il mio newari, che all’inizio era perplesso, quando ha finito i pezzi era basito, signora, mi diceva, come ha fatto, i motivi sono tradizionali, ma l’oggetto finito è una cosa completamente nuova!!!
E così, anche se in questi mesi è pieno di lavoro fino al collo (fino alla fine di febbraio è la stagione dei matrimoni, che nella cultura indù presuppongono un mucchio di gioielli), sta pian piano, portando avanti la mia collezione!

lunedì 19 gennaio 2009

Inizio di primavera?



Oggi c’è una piacevole temperatura, infatti non ho la faccia bluastra!
Ok, svengo ugualmente, ma la faccia di colore normale fa ben sperare!!!
Indra, il nuovo acquisto del Mammamia è bravissimo a preparare i cocktail, così adesso, con la scarsità di materiali che mi ritrovo, devo trovare degli stuzzichini da servire con i cocktail. Però la massa si diverte perché a ogni prova seguono gli assaggi: tutti devono dare il loro parere.
Ieri abbiamo fatto delle palline di pasta da pane, mescolata a verdure varie o a pancetta, fritte (abbastanza piacevoli). Poi abbiamo preparato della pasta all’uovo, l’abbiamo normalmente bollita e poi fritta (buonissima). Micro polpettine in salsa di pomodoro piccante (buone). Uova sode con salsina di menta e basilico (ottime).
Insomma, la temperatura più mite mi permette di lavorare meglio!

Continuiamo ad avere le 16 ore di power cut e anche ieri il ministro del tesoro (maoista) ha minacciato la rivoluzione se gli altri partiti non si adeguano alla volontà dei maoisti. Però, come dire, dopo un poco, se non ci sono soluzioni in vista, ci si abitua a tutto. E se la primavera avanza, si sorride più spesso!

giovedì 15 gennaio 2009

Malinconia

Ieri sera parlavo con Giulia, adoro le sue telefonate! Sono dei regali. E le dicevo che qui è una sfida continua, che è pesante, difficile, ma che ci si sente vivi 24 ore al giorno.
E' vero, ed è anche vero che quest'esperienza nepalese sta cambiando profondamente sia Dario che me. Proprio perché ci spinge sempre, di continuo, oltre i limiti delle nostre capacità, della nostra resistenza.



Solo che a volte si è stanchi, si ha freddo, non si ha nemmeno più appetito, perché per quanto io faccia, i sapori ricchi della nostra terra qui non sono realmente ottenibili... e viene tanta malinconia...

mercoledì 14 gennaio 2009

Tre notizie. Con commento.



Così, tanto per darvi un’idea di che folle posto è il Nepal vi metto tre notizie di stamattina.
Anche se verrò magari, di nuovo accusata di essere una "turista da strapazzo" o di parlare troppo male di questo paese. Nel quale vivo e nel quale, nel mio piccolo, cerco di fare qualche cosa di positivo...

Alla prima notizia premetto che dopo aver vinto le elezioni, Prachanda ha svolto un’intensa attività: si è comperato un sacco di vestiti nuovi, pasteggia a whisky black label, viaggia di continuo... i suoi continuano a taglieggiare, rubare, rapire, uccidere, minacciare. Del massacro della povera giornalista 25enne appena assassinata non verranno mai trovati i colpevoli: si sa che era invisa ai maoisti, che le avevano già ucciso il padre e il fratello.....
Come se non bastasse, grazie all’efficenza di questo governo siamo arrivati ad avere l’elettricità solo 8 ore al giorno, 4 di giorno e 4 la notte. Gli ospedali non possono più lavorare, le aziende chiudono, i piccoli esercizi commerciali pure. Pensate cosa succederebbe nella vostra città se ci fossero solo 4 ore di elettricità al giorno.... pensate a quante cose non si possono fare senza energia elettrica...
Così, naturalmente il governo traballa, e, tanto per smentire le parole dell’altro demente maoista, dimostrando la sua profonda comprensione e rispetto delle regole democratiche:

Il Primo Ministro Pushpa Kamal Dahal (Prachanda) ha minacciato di intraprendere “una rivolta del popolo” se l’attuale coalizione di governo verrà abbattuta
Prime Minister Pushpa Kamal Dahal threatened to wage 'people's revolt' if the current coalition government is pulled down.

In questo macello, cosa fanno gli studenti nepalesi, che sono un concentrato di stupidità mai visto? Invece di prendersela con i ministri maoisti, che invece di riparare le linee elettriche danneggiate dal passato monsone, che ci collegavano all’India e ci fornivano energia elettrica, hanno tentato il colpo di far partire un assurdo e costosissimo progetto di ottenere elettricità da centrali termiche, troppo costose come running cost per il paese, ma che avrebbero permesso loro di arricchirsi...
hanno giustamente vandalizzato la sede della società per l’energia elettrica, rendendo ancora più difficile la situazione....



Students Affiliated to Nepal Workers’ and Peasants’ Party (NWPP) vandalised Nepal Electricity Authority building and Nepal Telecom office in Bhaktapur on Tuesday night.

E come cigliegina sulla torta, per farvi capire come sono i nepalesi, aggiungo questa chicca:
I locali e la famiglia della persona morta in un incidente stradale hanno bloccato il traffico lungo la strada Balkhu-Kalimati nella capitale:
KATHMANDU, Jan 14 - Locals and the family of a person who died in a road accident have obstructed the traffic along the Balkhu-Kalimati road section in the capital on Wednesday.

Perché i nepalesi, che non hanno nessun senso del bene comune, e hanno un livello di egocentrismo mai visto, fanno così. Gli succede qualche cosa? E loro bloccano l’intera città. In questo caso c’è di mezzo un morto, ma lo fanno anche per incidenti più lievi. Mi dite cosa succederebbe se in Italia ad ogni incidente autostradale, i parenti del ferito o del morto, bloccassero le autostrade o l’intera città?
Come vandalizzano l’ospedale e picchiano i medici se non riescono a salvare un loro congiunto...

Qui è normale. E siccome il governo non esiste, e tutti fanno quello che vogliono senza rischiare punizioni, le cose andranno avanti così....



In questi giorni sto leggendo un libro scritto da un antropologo nepalese, un uomo colto, intelligente, preparatissimo, con un grande amore e dolore per il suo paese. Dor Bahadur Bista (un bramino), ha pubblicato questo libro nel 1990. Si è attirato l’odio delle classi dominanti nepalesi e nel 1995 è scomparso. Nessuno sa che fine abbia fatto... nemmeno il figlio, ma la famiglia ritiene che sia stato ucciso da esponenti di caste alte offesi dal suo libro.

La lettura di questo testo, dolorosamente impietoso, lucido, documentatissimo e serio, mi ha chiarito molte cose.
Dario ed io, vivendo completamente immersi nella realtà nepalese e gestendoci, fino ad oggi, una cinquantina di persone, eravamo arrivati alla maggior parte delle conclusioni di questo libro. Quello che ci mancava era il perché, le radici storiche. E poi alcuni aspetti non ci erano del tutto chiari o non vedevamo fino in fondo le implicazioni. Ci ha pensato Dor Bahadur.

Ed è terribile. Perché davvero non si capisce come questo paese possa uscire dal suo folle medio evo. Dor Bahadur, soffriva moltissimo per il suo paese, e credo che abbia scritto questo libro nella speranza di aiutare qualcuno a capire, a scuotersi, a lavorare per il futuro del Nepal e dei nepalesi. La libraia da cui l’ho comperato è stata felice di vendermelo, e mi ha detto: tutti quelli che vivono e lavorano in Nepal e per il Nepal, dovrebbero leggere questo libro!

Sono assolutamente d’accordo con lei. E’ un’incredibile chiave di accesso alle incomprensibili follie di questo sfortunato paese.

Fatalism and development
Dor Bahadur Bista
ed. Orient Longman

martedì 13 gennaio 2009

Democrazia di marca nepalese...

Vi passo una notizia letta oggi:
Nepal’s Culture and State Restructuring Minister Gopal Kiranti (maoist)is now asking for Nepalis to arm themselves, apparently against India and the US, and undergo military training.

Traduzione stringata: Il ministro Gopal Kiranti (maoista) ha chiesto ai nepalesi di armarsi (in un altro punto dice di fucili) e di avere un addestramento militare, apparentemente contro India e Stati Uniti.

Mi sembra che sia sempre lui, ma non ci giurerei, con i nomi nepalesi io non sono un asso, l'idiota che dice una settimana si e una no, che i maoisti stanno ottenendo quello che volevano: la distruzione dell'economia nepalese per poi poter costruire sulle rovine del paese, la repubblica popolare maoista....

Non ci lamentiamo dei nostri governi occidentali: per quanto corrotti e inconpetenti, non arriveranno mai a tali livelli di demenza!

In queste settimane ci sono stati attacchi violenti alla stampa. Attacchi nel senso di pestaggi da parte dei maoisti. La stampa libera non avrà vita lunga in questo paese se i maoisti resteranno al governo....
Poi oggi la notizia del brutale assasinio di una giornalista attiva nel combattere per i diritti delle donne...

Kathmandu, Jan 12 (IANS) A human rights activist and radio journalist in Nepal’s violence-hit southern plains who had raised her voice against violence against women was savagely hacked to death by a group of unidentified assailants at her own residence.It said Singh’s killing after growing attacks on the media indicated that a free press was being slowly strangled in Nepal.

Senghe, due ore dopo essere ricomparsa...

La foto di Senghe, felice, piena zeppa di carne fino alle orecchie, che dorme rilassatissima nel suo ascuogamano (sulla pancia di Dario) è dedicata a tutti gli amici che hanno tifato per lei!

lunedì 12 gennaio 2009

E' tornata Senghe!!!!!!!!!!!!!! Mezz'ora fa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Le manca un pezzo di polpastrello, è magrissima, nervosa come un serpente a songli a cui sia stata pestata la coda.... ma è tornata!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Secondo me siete stati anche voi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Prima di lei avevamo perso Yacu e Mimi. Invece Senghe è tornata!!!!!!!!!!!!!!!

Non avete idea il sollievo, la felicità! In mezzo a questo disastro di Nepal, almeno Senghe è viva!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Un gorsso abbraccio a tutti! Niki e Senghe!!!!!!!!!!!!!!

sabato 10 gennaio 2009

Comunicazione di servizio

Mi scuso con tutti gli amici blogger: non lascio commenti sui vostri blog perché ormai la connessione internet è così lenta che devo fare almento 4 o 5 tentativi per riuscire a postare un commento. Idem con pastaenepal e a volte anche con le email.
Da domenica la situazione peggiorerà, ci lasceranno senza luce 16 ore al giorno.
La tv nepalese ha già dichiarato che ridurranno le trasmissioni, le fabbriche chiudono (anche grazie agli scipoeri selvaggi indetti dalle union maoiste), i cyber café pure... Per il ristorante non so come faremo, visto che anche avere o meno l'acqua dipende dalle pompe azionate elettricamente...
Chissà come lavorerà il nostro provider...

Quindi...spero di riuscire a mantenere la comunicazione con voi. Se invece dovessi improvvisamente sparire... sapete il perché!

Niki

p.s. Non dimenticate di aiutarmi nella scelta del nome!!!!!!!!!!

giovedì 8 gennaio 2009

Mi aiutate a trovare un nome?

In questi giorni ho il cuore pesante. Come se non bastasse è anche venuto un freddo tremendo, che senza riscaldamento mi fa sentire sempre intirizzita e ancora più triste.
Così ho pensato di ravvivare le mie giornate (mi farebbe anche sentire meno sola) coinvolgendovi in una storia che Dario ed io non riusciamo a risolvere.
Ormai sapete tutti che il grande amore della mia vita è la creazione di gioielli. L’alta gioielleria è la mia passione ma mi piacciono anche oggetti semplici, in argento, perfino in legno od ottone. Mi piace progettare cose che rallegrino la giornata di chi le indossa, e devono essere uniche, speciali, ma non troppo stravaganti, perché la loro funzione deve durare anni, non solo pochi giorni.
I gioielli devono essere dei buoni compagni, che con il tempo amiamo di più, non meno... (Come avrete capito sono assolutamente contraria all’usa e getta...)
E amandoli come li amo, voglio che prendano la loro strada per il mondo in modo appropriato, con le loro scatoline, progettate da noi, i librettini con le spiegazioni per ciascun oggetto e... un nome che li contraddistingua.


Il mio anello del Fuoco

Secondo me il nome è importante. Ricordate la massima latina “nomen est omen”, cioé a dirsi, il nome è un presagio? E molti popoli credono nel potere dei nomi... Dai, datemi una mano!!!!
Che nome gli diamo? Passate parola, chiedete anche ad altri... più persone vengono coinvolte, più la possibilità di avere il nome giusto aumenta!

Dario ed io abbiamo pensato che questi gioielli sono l’espressione della mia creatività, quindi ci saremmo orientati sul mio cognome.... sennonché Sauro è un marchio di gioielleria già registrato...

Allora abbiamo pensato a
Niki S.
Niki Tesoroni (Tesoroni è il cognome di Dario)

e poi, come omaggio alla mia amatissima mamma che mi ha sempre chiamata così (è stato Dario a cominciare a chiamarmi Niki, prima di lui io ero Nicola per tutti)
Nicola o Nicola S.

Voi cosa dite?

mercoledì 7 gennaio 2009

Senghe



Vi ricordate la mia amata Senghe? E' scomparsa da 4 giorni... ed in Nepal (bande di cani randagi, nepalesi che pensano che i gatti siano demoni...) vuol dire che non tornerà più.....

lunedì 5 gennaio 2009

Follie in cucina

Questo post è dedicato a tutti gli amici chef che mi seguono...

Il posto più famoso del Nepal per i dolci è un hotel a 5 stelle, l’Annapurna. Tutti gli occidentali comperano i dolci lì. E sono costosi.
Dato che trovare gli ingredienti sostitutivi o gli escamotage anche solo per fare delle lasagne vegetariane nel triste paesaggio degli ingredienti nepalse, mi ha fatto venire mal di stomaco dal nervoso, Dario, deciso ad aumentare il parco dolci, ha ingaggiato il pastry chef dell’Annapurna per insegnare ai ragazzi. Naturalemente rivedrò tutte le ricette, ma ho veramente bisogno di una base di partenza per lavorare e, nella decorazione dei dolci sono un disastro...



Penso che dai "magnifici colori" vi renderete conto di quanto è chimica sta roba!!!

Il primo giorno il famoso chef entra e comincia a lavorare senza lavarsi le mani e mettersi il grembiule.... dopo di che, per preparare una crema, affonda le mani (!!!!!!!) con tutte le unghiette nere nella panna montata (che serviva per la guarnizione e quindi non sarebbe stata cotta) e mescola. Voglio dire, già farebbe schifo in Italia, ma in un paese sporco come il Nepal dove tubercolosi, salmonella, epatiti di tutti i generi, ameba, dissenterie varie e, se proprio vogliamo, anche lebbra (lo so il contagio non è con il cibo, ma anyway rende l’idea) sono più comuni che non un raffreddore da noi....
Mi è venuto un colpo. Dev, che mi stava guardando si è messo a ridere vedendo che faccia facevo. Sono uscita dalla bakery, ho chiamato i ragazzi e ho detto: se questo vuole lavorare per noi, segue le regole della casa. Quindi, prima cosa si butta via tutto quello che ha fatto fino ad ora, seconda cosa adesso va in bagno con uno di voi che gli insegna, si lava le mani come si deve ed indossa il grembiule. E subito un lavapiatti in bakery che lavi tutto quello che ha toccato!!!!!


blackforest

E da oggi uno di voi lo segue e gli insegna come ci si comporta in una cucina...
Stendo un velo di pietoso silenzio su come monta le uova o la panna, solo a pensarci mi si stringe lo stomaco! La fragole, abbiamo dovuto insegnargli noi che sono pericolose se non disinfettate, lui non lo sapeva!!!!! E poi, sti famosi dolci, che io mi chiedevo come riuscivano a fare così tante cose con burro e panna schifosi e pochissimi ingredienti disponibili... coloranti, aromi artificiali, pan di spagna fatto con tante di quelle uova che quando cuoce c’è puzza di frittata.

Quando poi Dario ha cercato di farsi dare gli indirizzi dei fornitori, convinto povera stella che fossero migliori dei nostri, è venuto fuori che sono i fornitori che vanno da loro e loro comperano da chi gli fa il prezzo migliore. Essendo il Nepal quello che è, e i commercianti nepalesi gente che non sconterebbe un paisa alla nonna, il significato di questa gabola è che comperano roba vecchia.... e le uova in Nepal, quando sono vecchie sono VERAMENTE stagionate.


la lezione, il cupo individuo al centro sarebbe lo chef...

Oggi Neena è venuta tutta contenta e mi fa, sa signora, il nostro teacher ha detto che è impressionato dal nostro livello di pulizia (e anche, penso, dal fatto che lo tampinano senza tregua) ha detto che non ha mai visto una cosa simile in Nepal! Però dice che noi possiamo perché non siamo un 5 stelle, per un 5 stelle sarebbe impossibile!!!
VI RENDETE CONTO!!!!!!!! Questo ha lavorato nei più famosi 5 stelle del Nepal e mi dice così!!!!!!!!!!!!!
Che paese!!!!!!!!!!!!
D’altra parte, un nostro amico nepalese che vende macchine per il caffè ci diceva che il problema principale (anche nei 5 stelle) è che i TOPI rosicchiano i cavi. Figurarsi io, terrorizzata, ma come faremo ecc. Invece da noi niente topi: per forza siamo pulitissimi.
Ieri raccontavo a Giovanna del pastry chef e lei, ridendo come una disgraziata mi faceva, e certo, da noi in Europa i 5 stelle non possono essere puliti, non riescono a lavare bene i piedini delle pantegane che girano!!!!!!!