Zaffiri stellati
Non sono un tipo brillante, anzi, sono lenta, soprattutto se sono stanca e, in questo periodo, sono sempre stanca...
Così accumulo le informazioni senza rendermene conto, mi sento a disagio ma non so perché, fino a che: ting! Le impressioni si coagulano ed emerge la coscienza di qualche cosa.
Da un po’di tempo ero in stress in cucina. Niente di evidente, piccole cose. I ragazzi che non mi ascoltavano troppo, certe piccole cadute... niente di gravissimo, ma insomma...
E poi, ieri, ho finalmente capito.
E tanti sogni si sono dissolti in un momento.
Sono bravi, hanno imparato ma... non vogliono andare oltre. Voglio dire che hanno appreso le ricette, la cucina è pulita, ma le finezze della cottura, delle tecniche, la continua ricerca di miglioramento... quello non li interessa. Quello che conta è “la ricetta” (come se sul web non ce ne fossero a milioni..) non capiscono che è IL MODO, in cui viene realizzata la ricetta che conta. Ricordo quanto mi aveva impressionato lo chef del Calajunco (Lory!!!!!!!!) quando, tantissimi anni fa mi aveva detto che lui, per vedere se un cuoco era da assumere o no, gli faceva cuocere una bistecca e un uovo al tegamino. Perché è nella preparazione del cibo più semplice che si possono capire l’abilità e la sensibilità di un cuoco.
I miei ragazzi resteranno cuochi da trattoria. Una trattoria dignitosa, pulita, che non abbonda con i grassi, ma niente di più di una trattoria. Quando insisto perché curino la cottura, perché la besciamella sia densa al punto giusto, la cipolla appassita correttamente, mi compatiscono... Su certe cose continuerò a stressarli, ad esempio sul fatto che la carne scongelata NON si può ricongelare... ma sul resto... è una battaglia persa: non ho più presa.
In questi mesi sembrava diverso, ma solo perché cercavano di imparare le RICETTE. Questa mitica conoscenza che apre le porte del paradiso... adesso che credono di averle imparate (e se la cavano, ma niente di più) emerge la verità: a loro non interessa eccellere, non capiscono nemmeno cosa vuole dire!
Gli basta che diamo il miglior cibo di Kathmandu (e non ci vuole moltissimo...) e il miraggio che in futuro avranno accesso ad altri talismani (leggi ricette).
E io che sognavo di mandare alcuni di loro in occidente per seguire corsi, per migliorare.... Tonta!
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio! Un Mammamia in continua evoluzione mi avrebbe occupato la maggior parte del tempo e dell’energia. Un Mammamia piacevole ma di livello già deciso mi lascerà più tempo libero. Così, dalla settimana prossima ricomincio (piano piano) a lavorare sui gioielli.
Un’amica generosissima, che è una professionista del settore, mi ha dato un ottimo indirizzo. Devo incontrare questo signore, vedere bene il livello qualitativo e le tecniche che i suoi sanno usare e poi... cominciare a progettare dei pezzi. Sulla base della loro abilità.
Di nuovo in pista??? Speriamo! :-)







