mercoledì 29 ottobre 2008

Delusioni e nuovi inizi

Non tutto il male...


Zaffiri stellati

Non sono un tipo brillante, anzi, sono lenta, soprattutto se sono stanca e, in questo periodo, sono sempre stanca...
Così accumulo le informazioni senza rendermene conto, mi sento a disagio ma non so perché, fino a che: ting! Le impressioni si coagulano ed emerge la coscienza di qualche cosa.
Da un po’di tempo ero in stress in cucina. Niente di evidente, piccole cose. I ragazzi che non mi ascoltavano troppo, certe piccole cadute... niente di gravissimo, ma insomma...
E poi, ieri, ho finalmente capito.
E tanti sogni si sono dissolti in un momento.
Sono bravi, hanno imparato ma... non vogliono andare oltre. Voglio dire che hanno appreso le ricette, la cucina è pulita, ma le finezze della cottura, delle tecniche, la continua ricerca di miglioramento... quello non li interessa. Quello che conta è “la ricetta” (come se sul web non ce ne fossero a milioni..) non capiscono che è IL MODO, in cui viene realizzata la ricetta che conta. Ricordo quanto mi aveva impressionato lo chef del Calajunco (Lory!!!!!!!!) quando, tantissimi anni fa mi aveva detto che lui, per vedere se un cuoco era da assumere o no, gli faceva cuocere una bistecca e un uovo al tegamino. Perché è nella preparazione del cibo più semplice che si possono capire l’abilità e la sensibilità di un cuoco.
I miei ragazzi resteranno cuochi da trattoria. Una trattoria dignitosa, pulita, che non abbonda con i grassi, ma niente di più di una trattoria. Quando insisto perché curino la cottura, perché la besciamella sia densa al punto giusto, la cipolla appassita correttamente, mi compatiscono... Su certe cose continuerò a stressarli, ad esempio sul fatto che la carne scongelata NON si può ricongelare... ma sul resto... è una battaglia persa: non ho più presa.
In questi mesi sembrava diverso, ma solo perché cercavano di imparare le RICETTE. Questa mitica conoscenza che apre le porte del paradiso... adesso che credono di averle imparate (e se la cavano, ma niente di più) emerge la verità: a loro non interessa eccellere, non capiscono nemmeno cosa vuole dire!
Gli basta che diamo il miglior cibo di Kathmandu (e non ci vuole moltissimo...) e il miraggio che in futuro avranno accesso ad altri talismani (leggi ricette).


E io che sognavo di mandare alcuni di loro in occidente per seguire corsi, per migliorare.... Tonta!
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio! Un Mammamia in continua evoluzione mi avrebbe occupato la maggior parte del tempo e dell’energia. Un Mammamia piacevole ma di livello già deciso mi lascerà più tempo libero. Così, dalla settimana prossima ricomincio (piano piano) a lavorare sui gioielli.
Un’amica generosissima, che è una professionista del settore, mi ha dato un ottimo indirizzo. Devo incontrare questo signore, vedere bene il livello qualitativo e le tecniche che i suoi sanno usare e poi... cominciare a progettare dei pezzi. Sulla base della loro abilità.

Di nuovo in pista??? Speriamo! :-)

lunedì 20 ottobre 2008

Neena



Nella mia brigata nepalese ho una ragazza: Neena. Il suo sogno è diventare una vera cuoca.
Voi non potete rendervi conto di che cosa voglia dire un sogno come il suo in un paese induista....
Le donne, se mestruate, non devono entrare in cucina, sono impure. Nelle famiglie di stretta osservanza vengono addirittura relegate in stanze apposite, se la famiglia è povera vengono sbattute nella stalla...



Neena è grande. Una ragazza carina, tosta, con una grande volontà di imparare. per ora è abbastanza un disastro, mano pesante nei grassi, alla nepalese. Ma da quando gliel’ho detto, invece di diventare arrogante (stile nepalese) è diventata la mia ombra: vuole imparare! Adoro la mia Neena. E’ per lei, Suman e gli altri che, anche se sono stanca, malata, avvilita, vado avanti: se lo meritano. Vale la pena di lottare per loro, per dargli una possibilità.
Neena e gli altri ragazzi della mia cucina se lo meritano!

Le foto sono la cucina del Mammamia durante lo shortage di elettricità, sembra che ci sia luce per il flash, ma in realtà, i ragazzi stanno lavorando a lume di candela!!!!!!!!!!
Se guardate bene, potete vedere Neena!

sabato 18 ottobre 2008

Aspettando le gattine... vi parlo del Nepal

Post veloce, mentre aspetto di andare a recuperare le mice, con Senghe che urla per chiamarle senza smettere un'attimo. Le mice sono dal veterinario per essere sterilizzate. Avrei preferito aspettare ancora un mese, ma non è possibile: il dott. Jha se ne va a lavorare in Australia.



E' un ottimo veterinario, il migliore di Kathmandu e, come tutti i nepalesi intelligenti, se ne va. Il suo paese non gli dà opportunità, è bravo, gli hanno offerto lavoro all'estero. Forse, tra qualche anno tornerà, forse non tornerà mai più...
Il motivo, ci ha spiegato stamattina, non è solo l'opportunità di lavoro, ha anche paura. I maoisti girano e chiedono il pizzo a tutti, anche i professionisti. Vero, anche il mio medico ha questo problema, chiedono 10.000 € per "proteggere per un anno", vi ricorda qualche cosa? Se non paghi... potrebbero anche ucciderti. Poi, dopo i maoisti, arrivano anche gli altri, chi sono? Non si sa. Forse di altri partiti, forse delinquenti comuni (ma mi chiedo, c'è una differenza?).
La polizia latita, il governo non esiste e intanto il degrado del Nepal prosegue.
Perché questa è un'altra delle tragedie nepalesi, la continua fuga della gente intelligente e capace, qui restano gli altri... e sono quelli che gestiscono il paese.

Considerate che qui le tasse sono del 25%. In Svizzera sono circa del 29%. Ma qui, il governo, in cambio delle tasse non dà assolutemente niente. Niente scuole, ospedali, assistenza medica, infrastrutture, acqua potabile, luce.... letteralmente niente!

Nessuno sa dove sta andando il Nepal e tutti temono una svolta totalitaria, così, chi ha mezzi preferisce non rischiare. Anche perché lavorare qui sta diventando sempre più difficile. Le aziende chiudono, grazie agli scioperi selvaggi e ai ricatti delle union, i rifornimenti scarseggiano.

I maoisti dichiarano che vogliono incrementare il turismo, ma a Thamel tagliano la luce nelle ore di punta dei ristoranti e le strade vengono presidiate da poliziotti armati per via del coprifuoco anti spogliarello dopo le 11 di sera. Amici occidentali ci hanno raccontato che i poliziotti entrano alle dieci e mezza/undici nei bar, armati di bastoni e cacciano i clienti. Esattamente quello che chiede un turista, essere cacciato dalla polizia!


Posto di blocco "moralizzatore" davanti al Mammamia

Se venissero a mancare gli aiuti occidentali penso che il Nepal chiuderebbe i battenti.

lunedì 13 ottobre 2008

Lo so che volete vedere il Mammamia...



Lo so, lo so, volete vedere il Mammamia... ma non è così semplice... ci si arriva per gradi!
Per adesso ammirate il panorama stupendo su cui si affacciano le nostre finestre...



Considerate che Kathmandu è la capitale del Nepal e che Tridevi Marg (dove siamo noi) è in centro... la zona “su”. Tra l'ex palazzo reale e Thamel.
Affascinante, vero?

giovedì 9 ottobre 2008

Il meme di Fra

Fra (quelfottutobianconiglio.blogspot.com) mi ha passato un meme. Non sono molto brava in queste cose così rispondo subito...altrimenti farei passare eoni...
So cosa mi piace e cosa non mi piace, come tutti. Ma quando mi chiedono: quali sono le cinque cose che non faresti mai? Vado in crisi. Mi viene in mente solo roba tipo, non ho voglia di cucinare la cena di stasera oppure, chi se la sente di pulire le pipì dei gatti....

7 cose personali che salverei:

1. La mia creatività, anche se al momento è a riposo (insomma, sto disegnando dei pezzi, vedremo).
2. Il rapporto con Dario, che è difficile (nessuno di noi due è una persona facile) ma che ci permette di cambiare e di realizzare tanti progetti.
3. Il mio paese, con tutti i suoi difetti e pregi. Solo quando te ne vai capisci quanto era importante per te.



4. I libri, che mi danno un momento di tregua all’incalzare della vita.
5. La filosofia buddista, con l’equilibrio (sarebbe fantastico arrivarci) della via di mezzo
7. Pastaenepal, che grazie a tutti voi mi fa compagnia.
6. Il pomodoro, ortaggio senza il quale non saprei vivere... ;-)

7 cose in generale:
1. Il mare, così bello, profumato, variegato, affascinante... rilassante!
2. La campagna italiana, ricca di varietà coltivate, di passeggiate godibili di paesaggi ingentiliti dalla presenza umana.
3. La medicina tibetana.
4. La gentilezza, che ammorbidisce le asperità della vita.
5. La tolleranza, senza la quale il mondo diventa un inferno.
6. La generosità, che allarga le prospettive della mente.
7. Le pietre preziose, con i loro colori e luci!

P.S. La foto, secondo me bellissima, l'ha scattata Dario.

Piccoli mostri crescono!


Teresina dorme sulle sorelle...



Sono 4 ma è come se fossero almeno 40... i gatti nepalesi sono molto più vivaci e miagoloni di quelli europei! Carattere fortissimo!!!!!!!!
Ci hanno letteralmente devastato la casa, così adesso devono stare fuori. Dario ha costruito per loro una casa di legno, con tanto di cuscini e a loro piace molto.
Teresina la peste, ha il nasino rincagnato ed è la più piccolina di statura (mantello come la mamma) ma compensa abbondantemente con la vivacità. E' stata la prima ad avere un nome. E l'unica a cadere dal 2° piano (senza, per fortuna, farsi niente)!



Dolce è stata la prima a farsi coccolare, mantello come il papà ma più mielato il colore.
Michelina è identica al papà Michelino. Inizialmente era Miguelito, per una certa aria da bandolero stanco, ma quando ci siamo accorti che Senghe gli fa fare quello che vuole, si è trasformato in Michelino...


Che sia una pasta lo dimostra anche il fatto che, a differenza degli altri gatti maschi nepalesi, lui non uccide le sue bambine, anzi, dorme con loro e Senghe.

L'ultima ad avere il nome, la più bella di tutte, con il mantello di Senghe e un musetto stupendo, non ha mai dimostrato caratteristiche particolari, così Dario l'ha chiamata Non So.

Mi spiego meglio...

Siete tutti così preziosi per me.... mi aiutate tantissimo a diventare più lucida.
Confrontarmi con voi, cercare di spiegare quello che vivo, che penso, comunicarvi quello che conosco non è sempre così facile! A volte credo di essermi spiegata ed invece scopro che ho dato tante, troppe cose per scontate. I blog sono un bel modo per continuare a crescere, per non accontentarsi di quello che si è o si fa.
Anche per questo i commenti sono così importanti: mi fanno sentire circondata da amici e mi costringono a mettermi sempre in discussione!
GRAZIE RAGAZZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Tornando ai sacrifici di Dashain, quello che me li rende così orrendi, che non mi permette di metterli allo stesso livello di altri massacri di animali, a scopo alimentare o di spettacolo cruento, è l’aspetto religioso.

Non sono buddista, ma la filosofia dei lama tibetani mi attrae moltissimo perché spiega molti aspetti della mente in modo logico e chiaro.
Nei loro insegnamenti spiegano come ogni azione che noi compiamo lascia una traccia nella mente, più noi ripetiamo questa azione (positiva o negativa che sia) più diventa facile metterla di nuovo in atto. E’ come un sentiero che si traccia nella mente, più sono le volte che questo sentiero viene percorso e più diventa profondo, ampio, facile da seguire.


La protesta dei tenutari di bar spogliarello vista dalle finestre del mammamia

Quello di uccidere è un grande tabù. Ma se noi non solo uccidiamo, ma ci diamo anche ragioni religiose per farlo... quanto diventa facile scavalcarlo! Una religione che predica la “diversità davanti a Dio degli uomini” e che offre sacrifici di sangue... secondo voi quanto è pericolosa? Non crea proseliti, perché, grazie al sistema delle caste, induisti non si può diventare, (noi occidentali siamo dei fuori casta, non POSSIAMO diventare induisti) ma quanti danni può fare tra la sua stessa gente?
Un fuori casta, un intoccabile, non è nemmeno veramente umano.
Non so se siete al corrente dei pogrom anti cristiani che stanno avvenendo in Orissa (India). Omicidi, incendi, lapidazioni... da parte di fondamentalisti indù... E in India queste cose sono ricorrenti.

Lo so che nel medioevo l’inquisizione ha ucciso un sacco di innocenti... ma è stata una deviazione orribile degli insegnamenti.
Che erano: ama il prossimo tuo come te stesso. Tutti sono uguali davanti a Dio.

A volte la follia di questi paesi mi fa paura!

martedì 7 ottobre 2008

Dashain e i sacrifici di sangue

Ieri è cominciato dashain, la festività dedicata a Durga (Kali). In tutto il Nepal si sacrificheranno alla dea centinaia di migliaia di animali, per offrirle il bagno di sangue. I templi gronderanno di sangue.
E' orribile.
In questi giorni i tibetani, per attenuare il karma negativo che questo insensato orrore sicuramente farà accumulare al Nepal, acquisteranno molti animali, per salvarli dal macello.

Noi chiudiamo per tre giorni, lo staff (hindu) vuole festaggiare dashain...

P.S. anche in India continua la tradizione dei sacrifici di animali, non ne conosco però le proporzioni. In Nepal, solo in questi tre giorni, si valuta che verranno scannati circa due milioni tra capre, galli, bufali...
Il mese scorso c'è stato uno sciopero per difendere gli stanziamenti per il massacro. Il governo voleva stanziare solo una parte dei circa 250mila dollari previsti, per acquistare gli animali, sacrificati in più di 700 templi.

lunedì 6 ottobre 2008

Sergent Brian st. Johnson

Ieri alla fine siamo dovuti andare al party di addio di Brian. Lo trasferiscono in Germania. Come tutto qui in Nepal, era un party microscopico.
Trenta persone circa dell’ambasciata. Tutto molto americano.

Con anche i discorsi di commiato e l’attribuzione di una targa (il gusto nepalo-americano....tremendo!!!!! mi chiedo dove la appenderà) a Brian.




Le signore sedute a spettegolare sotto l’ombrellone in giardino. I marines più giovani servivano i superalcolici.



Matthew al barbecue, gli uomini a bere birra e un tremendo vino che Matthew (per altri versi un tesoro) si ostina a offrirmi. Lo produce lui da uno di quei kit americani, del tipo: fatevi il vostro Merlot!
Tutti molto carini e gentili.
Ed era veramente frendly, e anche un po’triste, questo scampolo di America che resiste validamente a Chundevi Marg, Kathmandu, Nepal.

sabato 4 ottobre 2008

Caste in cucina.

Quando è esploso il problema con i maoisti sono finalmente venuta a capo di un certo malumore che serpeggiava in cucina. Io chiedevo, ma c’è qualche cosa che non va? E loro mi dicevano, no Madam, perché non volevano preoccuparmi. E anche perché Suman si sentiva in imbarazzo... per loro il problema delle caste è ancora molto forte! Fa ancora vergognare.

Quando però, Bagherat e Deepak hanno deciso di appoggiare quelli che ci creavano problemi e Dario ed io abbiamo deciso di licenziarli è emersa la verità: Bagherat è un chetri (credo anche Deepak) e non tollerava che il mio braccio destro fosse Suman che è un Newari di casta contadina (non lo sapevo, io non chiedo mai di che casta sono). Per lui era inaccettabile dover obbedire agli ordini di uno di casta inferiore!



Così, quando Suman non c’era, trattava lo staff come immondizia e quando Suman c’era, cercava di creargli problemi nella gestione della cucina... come se non fosse già difficile far andare bene una brigata nepalese.

La crisi, il punto di rottura, è stato raggiunto quando io mi sono imposta e l’ho costretto a cedere i fornelli anche a Neena, Amar, Raju e Suresh. E ho dichiarato che Deepak, visto che si ostinava a non imparare i metodi di cottura, ma andava avanti alla nepalese, la carne non doveva, non dico cucinarla, ma neanche guardarla...

Come, lui, un chetri, doveva accettare queste condizioni? Così è andato dai maoisti. Rendetevi conto della follia di questo paese. I maoisti che difendono un tizio che vuole restaurare un regime feudale nella mia cucina...

Grazie!!!!!

Grazie!!!!!!!
Avete scritto in tanti e spero che altri scriveranno per aumentare la "mappa degli amici"! :-)
Un bacione a tutti
Niki

mercoledì 1 ottobre 2008

Mi piacerebbe tanto sapere... dove siete?

Ieri abbiamo lavorato fino alle dieci e mezzo di sera. Non stavo bene, così oggi ho la febbre. E qui in Nepal è meglio non sottovalutare i problemi di salute, così... vacanza! Nel senso che sono rimasta, tutta tossicolosa e febbricitante a letto! Manco ho cucinato per il povero Dario, che si è accontentato di un panino (sant'uomo).



Ieri avevo aggiunto la mappa dei visitatori al mio blog e oggi, approfittando del fatto che sono a casa, ho dato un'occhiata e ho visto che siete un po'sparsi, qui e là. Alcuni di voi li conosco, altri sono diventati amici. Di alcuni so dove abitano: Hong Kong, Milano, Vicenza, Burkina Faso, Torino.... ma di altri non so niente.

Perchè non scrivete una riga e mi dite da dove mi leggete? Mi piacerebbe tantissimo! Un'incredibile rete di amici sparsi per il mondo!

Niki

Un ristorante è...

Mesi fa, leggendo un post di Lory lamercantedispezie.blogspot.com sul Calajunco, famoso ristorante milanese, aperto all'inizio degli anni 80 mi ha colta la nostalgia.
Ero appena ventenne e mi sono trovata a collaborare all’immagine coordinata del Calajunco.
Era ispirata ai colori della baia di Calajunco di Panarea, come desiderava il proprietario che amava tantissimo le isole Eolie.



Ero giovane, spaventata, lavoravo per un famoso studio di grafica (cosa che mi intimidiva tantissimo) vestivo con tailleur seri per sembrare più professionale e invece sembravo ancora più bambina... E lo chef del Calajunco, con una gentilezza che rivelava il suo animo sensibile, da artista, ogni tanto, perdeva tempo con me parlando di ricette (già allora amavo cucinare) e facendomi assaggiare le sue specialità (avevo uno stipendi miserrimo, ma al Calajunco ero ospite del proprietario).

Poi ieri ho trovato un commento ad un mio post di Pasquale Bombardieri e la magia delle Eolie e del cibo meraviglioso del Calajunco, che dopo così tanti anni ricordo ancora è tornata.

Un grande chef, un grande ristorante, non significano solo cibo, se Lory, Pasquale ed io, dopo quasi 30 anni ci sentiamo ancora partecipi dell’esperienza che ci ha accomunato, sia pure in maniera diversa!

Il Mammamia è solo una trattoria, ma per noi, per i ragazzi che lavorano con noi, è, o almeno speriamo diventi, l'inizio di qualche cosa di bello, che cambierà almeno un poco la nostra vita!


P.S. la foto di Calajunco l’ho presa da: www.torrese.it