giovedì 26 maggio 2011

Ultime notizie nepalesi (familiari)

Non avrei mai pensato di scrivere ancora su Pasta e Nepal... ma abbiamo ancora persone che ci vogliono bene in Nepal e che si tengono in contatto con noi. Amici, persone che hanno lavorato per noi, quasi di famiglia, che ci sono sempre rimasti fedeli e che ci ricordano con affetto.

Il Consorte ed io speriamo sempre che, prima o poi, guadagneremo abbastanza da poterci prendere cura di loro! Chissà, forse un giorno potremo fare qualche cosa in Nepal e dare loro un buon lavoro. Noi lo speriamo dal profondo del cuore!

lunedì 21 dicembre 2009

Vita Nuova Blog Nuovo!!!!

Mi sono fatta il regalo di Natale!
Il nuovo blog!

Insomma, pastaenepal mi ricorda un periodo molto pesante della mia vita, apro il blog e mi viene la mente cupa... allora meglio girare pagina e andare su La Niki Errante.

Perchè non metto titoli tipo la Spagna qualche cosa? E chi mi dice dove sarò domani? E comunque ho un sacco di cose da raccontarvi, adesso che sto meglio, cose sul Tibet visto da me, quando ci andavamo con un lama scortati dalla polizia segreta cinese che non si fidava, sul Nepal, su quando andavamo da Miss Zhou in Cina.... sulla Spagna.... :-)

CI metterò una vita a ristabilire tutti i link con i blog amici, ma ne vale la pena!

Arrivederci a presto su La Niki Errante!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Niki

giovedì 17 dicembre 2009

Traslochi

Quando mi sono messa ad impaccare le nostre masserizie il cargo agent mi ha mandato le scatole...

Per fortuna che, furbi, ci eravamo premuniti e avevamo comperato i nastri adesivi in Europa! (Quelli locali non attaccano) Le scatole non combaciavano.



Evidentemente hanno sbagliato le fustelle, ma vuoi che una piccolezza simile fermi dei nepalesi? Non sia mai! Che gli faccia pensare “il lavoro è troppo mal fatto, anzi, fa schifo, rifacciamolo?” pura fantascienza. Così ho dovuto usare il triplo di nastro adesivo. Sennò rischiavo che le scatole cedessero o che rimanessero meravigliosi buchi di diversi centimetri, atti a far passare tutte le sabbie e le schifezze dei dintorni...

Alcune scatole poi, si vede che si erano rotte e avevano le pezze!



E il materiale per avvolgere le cose? Trenta fogli di carta 90x100!
Così ho usato tutto l’usabile: fodere di cuscini, carta igienica, tessuti vari, stracci da pavimento, perfino gli ultimi resti degli imballaggi italiani di 5 anni fa. Si perché nei paesi del IV mondo quello che trovi è così orendo e oribile che non riesci, letteralmente, a disfarti di cose di “pregio”, tipo, appunto, gli imballaggi italiani, i sacchetti della coop o dell’esselunga, le scatole delle scarpe ecc. E non crediate che sia stato economico. E' costato come il traslocatore italiano, il quale però ci aveva superprofessionalmente impacchettato tutto.

E adesso, qui in Spagna, mi chiedo: arriveranno mai le mie cose? Un po’come quel simpaticissimo giornalista indiano che scriveva: “Ogni volta che all’estero uso la carta di credito della mia banca e vedo che funziona mi stupisco!”

martedì 15 dicembre 2009

Gatti in Spagna




Ci sono quelli che mettono i leoni di guardia alla porta... le disgaziate ci fanno risparmiare almeno quella spesa... visto che mangiano come due maialini....

Pensavamo di tenere le gattine in casa per almeno una settimana, come si usa con i gatti italiani, ma la sera del secondo giorno, dopo una giornata di urli e strepiti e pipì di dispetto sparse su tutta la casa (letto compreso) ha vinto la peste di famiglia, Dolce, e le abbiamo lasciate libere.

Preoccupatissimi, ma non ne potevamo più!

Dolce si è ambientata subito, è molto intelligente e ha capito che qui non ci sono pericoli (stanotte se ne è stata in giro per ben 12 ore), invece Non So, che è grossa il doppio ma non è un’aquila, ha deciso che non esce dal perimetro di nostra pertinenza. Ha capito che il pezzettino davanti casa è nostro, ci gira, si siede sul muretto di cinta, ma non va oltre se non accompagnata da uno di noi.
Così i vicini hanno il raro privilegio di vedermi che porto a passeggio il gatto intorno alla piscina condominiale!!!!!! Speriamo che prima o poi diventi autosufficiente! E io che pensavo: fortuna che i gatti non vanno portati a passeggio! Facevo i conti senza Non So...


Non so nel giardino

Pure le topine si sono accorte che qui, il cibo, è una pacchia! Mangiano come due disgraziate carne cruda, cibo per gatti morbido e secco, e sono felici con le loro ciotoline, pizzicando un po’di questo e un po’di quello. Non So, i primi 5 giorni, quando mi vedeva aprire la porta della cucina, si metteva ad impastare per la pura felicità! Adesso si limita a ronfare...



Dolce nel giardino
Sono felicissime: giocano come matte, entrano negli armadi, cercano di aprire i cassetti, corrono, saltano, mangiano, dormono sul letto godendosi il tepore del riscaldamento (stufette, ma qui l’elettricità e le bombole del gas ci sono!!!!!).
Hanno certi musetti soddisfatti! E si che in Nepal ci sono nate!

In generale sono molto più allegre e giocherellone che non a Kathmandu, non sappiamo se per il cibo più nutriente, il senso di sicurezza, il clima o che cosa, ma ne fanno di tutti i colori!

Dimenticavo! Lontane dallo sporco del Nepal il loro pelo è ancora più soffice, praticamente piumino!

domenica 13 dicembre 2009

L'acqua grassa

Forte della mia casa (in affitto) spagnola, piena di elettrodomestici e con un getto di meravigliosa e clorata e sicura acqua (!) mi permetto di scrivere dell’acqua di Katmandu.


Pozza d'acqua in Tailandia

Una mia amica che vive in India da più di 12 anni l’ha battezzata l’acqua grassa.
Esce da rubinetto, ingannevolmente simile all’acqua normale (va bene, ammetto è torbidina ma nel subcontinente è frequentissimo) ma quando la usate per lavare i piatti vi accorgete che per quanto la scaldate, per quanto detersivo ci mettete non riuscite, nella maniera più assoluta a sgrassare piatti e bicchieri.
Poi fate mente locale e vi rendete conto che i vestiti si lavano, ma non bene e restano come appesantiti, infeltriti. I capelli, poveretti, cadono mosci mosci e la pelle non gradisce. E’ lei, l’acqua grassa che fa tutto questo!

Per un certo periodo noi l’abbiamo felicemente evitata, avevamo un pozzo che dava un’acqua sicuramente non potabile, ma insomma, utile per lavaggi vari. Poi il pozzo si è prosciugato e ne hanno scavato un’altro. E l’acqua grassa è tornata a intristire il nostro quotidiano.

Così, dopo aver fatto andare la pompa del pozzo per riempire il deposito sotterraneo, dopo aver fatto andare la pompa che porta l’acqua dal deposito sotterraneo a quello sul tetto (stando bene attenti a non dimenticare che il power cut poteva farci rimanere senza acqua da un momento all’altro) una aveva la soddisfazione di veder uscire dai rubinetti sta schifezza di acqua grassa!

Sapeste la gioia di aprire i rubinetti nella casa qui in Spagna! Niente acqua grassa! Flusso forte! Se serve acqua calda è addirittura bollente!!!!!!!!
Voi che avete sempre vissuto in occidente non sapete godere appieno di queste meraviglie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ;-)

giovedì 10 dicembre 2009

Viaggi e adozioni

Ogni volta che volavamo da Katmandu vedevamo all’aereoporto mucchi di nepalesi che andavano a lavorare all’estero. Alcuni avevano la tikka. In India consiste in un bollino o ditatina di colore rosso sulla fronte invece in Nepal, questi qui sfoggiavano un mezzo chiletto di riso colorato di rosso spiaccicato sulla fronte.
I soliti nepalesi, pensavamo. E invece, stavolta, è toccato pure a noi partire con la tikka da mezzo chilo di riso. Si perché, scommetto che non ci crederete, ma siamo stati adottati (seriamente) da una famiglia altolocata newar. E come parenti stretti dovevamo ricevere la tikka (con tutta la cerimonia annessa) prima di partire!




Così la nostra partenza dal Nepal, ben lontana da un triste anonimato, si è svolta in pompa magna.
Dopo la cerimonia della tikka e le foto di prammatica abbiamo abbandonato la casa.
Dario, io e le gattine (urlanti) nella macchina dei nostri parenti adottivi, Karana nella macchina al seguito con l’autista e i bagagli. Siamo arrivati all’aereoporto e ci è toccato prendere due porter, per via delle caterve di bagagli e dei gatti. Impressionati dall’ambaradan i poliziotti ci hanno fatti passare senza chiedere i biglietti, che io stavo freneticamente cercando impedita dalla gabbietta contenente una Dolce urlante stile sirena dei pompieri. Ci hanno dato la priority al check-in, le topine sono passate da una porta riservata così i cani poliziotto non le hanno spaventate, l’impiegato della Tai ci ha accompagnati fino al piano di sopra e, dulcis in fundo, hanno permesso a Dario di entrare nell’aereo, cosa proibitissima, per controllare se le topine erano state imbarcate.


foto di Non So per il passaporto

Alla fine, stremati, siamo collassati in aereo. A Bangkok, non più protetti dal nostro fratello adottivo abbiamo dovuto (veramente ha fatto tutto Dario) litigare per avere la sicurezza che le topine erano state imbarcate e comunque non ce le hanno fatte vedere.

Arrivati a Madrid io ero preoccupatissima: le due tipe sono semiselvatiche. E se avessero avuto un collasso per lo stress? E dove cavolo le recuperiamo???
Coi bagagli. Ma come? le tirano come delle valigie ordinarie? Per fortuna c’era un dipendente dell’aereoporto eritreo che parlava un ottimo inglese, un ragazzo carinissimo. E’ saltato oltre il tapis roulant, ha spiegato la faccenda ad un collega e le topine sono diventate topine da curare. Dopo pochi minuti erano con noi: terrorizzate, bagnate e urlanti ma sane e salve.
Eravamo muniti di tutto: certificati di buona salute, passaporti, microchip... nessuno ci ha chiesto niente, solo un poliziotto ha guardato Dolce, gli è piaciuta e mi ha chiesto come si chiamava.


foto di Dolce per il passaporto

Abbiamo affittato una macchina, pulito le gattine, cambiato i loro cuscini, dato loro da bere e caricato tutti i bagagli. Pronti per la seconda parte del viaggio.

Insomma, tutta la famiglia era al sicuro in Spagna!

mercoledì 9 dicembre 2009

Ritorno dal passato (remoto)

Dopo quattro anni di subcontinente indiano sono disabituata alla vita civile.

Non guido da quattro anni.
Guidare in India e Nepal richiede nervi saldi e un fuoristrada, meglio se munito di speroni e tagliagomme per difendersi da tutti i pazzi che circolano indisturbati. Pazzi che spesso non sono muniti di quell’insignificante pezzo di carta chiamato patente di guida. Non che l’avere la patente voglia dire molto: Karana ha la patente ma quasi ci è venuto un infarto quando abbiamo lasciato che guidasse lui!

Mi sono dimenticata come funzionano il bancomat e l’home banking della mia banca. Vero che teoricamente avevamo la connessione internet, ma era così lenta che serviva a poco e per l’home banking non serviva a niente. E non usandoli da così tanto tempo ho perso tutti i codici...

Ieri, alle prese con la lavapiatti ero perplessa, io, che adoro letteralmente le lavapiatti (visto che detesto lavare le stoviglie)! Poi mi sono ricordata di come funziona e, ragazzi! E’ stato fantastico!

Non mi vesto in maniera decente da quattro anni, se si tolgono i ricevimenti all’ambasciata americana e quelli dell’Unione Europea. Primo perché i vestiti esposti alla polvere del subcontinente durano zero e poi per quale motivo vestirsi bene quando ci si sente sempre sporchi, anche un minuto dopo la doccia?

Non mi trucco da quattro anni. Mi sembrava che il trucco facilitasse l’incollamento della polvere alla mia già provatissima pelle.

Non indosso scarpe col tacco da quattro anni, ci ho provato al ballo dei marines lo scorso anno e per poco non mi storto una caviglia.

Sono così abituata alla carenza di acqua che ogni volta che apro il rubinetto e ne vedo uscire un flusso fortissimo di acqua mi viene un colpo e lo chiudo. Poi mi ricordo che sono in Europa, che qui il sistema di erogazione dell’acqua funziona e lo riapro, ma insomma, faccio fatica.

Mi viene istintivo di cercare continuamente la pila e cerco di premunirmi per il taglio dell’elettricità, dimenticandomi che qui, quella rara occasione in cui accade, dura pochissimo!

Di fronte all'insalata da mettere in frigo mi viene un accidente perchè lo scomparto verdura non è separato dal resto (in Nepal/India era un cassetto indipendente)... e l'ameba? A già, qui l'ameba non c'è!
Sempre per via dell'ameba mi viene da cercare il pyrus, le goccette per disinfettare la verdura... ah già! Qui non serve.
Signore mi sono dimenticata di mettere l'insalata a disinfettare mezz'ora fa e adesso? Niente, la lavo e la mangiamo QUI L'AMEBA NON C'E'!!!!!!
E se ristagna un po'di acqua nel lavello non c'è problema! E se appoggio la frutta appena lavata sul suddetto ristagno di acqua non devo ridisinfettarlo perchè potrebbe essere pericoloso!!!!!!!!!!!!!!

Che pacchia!!!!!!!!!!!!!!!

E così via. Mi ci vorrà del tempo per riabituarmi alla vita civile!